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Venere, la foschia gialla ha finalmente una spiegazione

Le particelle lasciate dai meteoriti potrebbero alimentare la foschia sotto le nubi venusiane, con un processo che ricorda quello delle nuvole sulla Terra.

Il cielo di Venere potrebbe avere qualcosa in comune con quello terrestre: in entrambi i casi, minuscoli granelli sospesi nell'atmosfera favoriscono la nascita delle nubi. Sul pianeta più caldo del Sistema solare, però, la polvere arriverebbe dallo spazio e contribuirebbe a creare una sottile fascia giallastra sotto lo strato nuvoloso principale.


Un processo simile alle nuvole terrestri

L'ipotesi è stata illustrata in uno studio pubblicato su Nature Astronomy. Secondo i ricercatori, i frammenti prodotti dall'ingresso dei meteoriti nell'atmosfera di Venere diventerebbero superfici sulle quali l'acido solforico può accumularsi e condensare.

Il meccanismo presenta una somiglianza concettuale con la formazione delle nuvole terrestri. Anche sulla Terra, infatti, il vapore può aggregarsi attorno a particelle di polvere, sale o altri aerosol presenti nell'aria; su Venere il ruolo di questi supporti sarebbe svolto dal materiale cosmico trasformato durante la caduta.


La polvere arriva dallo spazio

Quando i meteoriti attraversano l'atmosfera venusiana, l'attrito li riscalda fino a vaporizzarne una parte. Il materiale viene inoltre frantumato, generando particelle estremamente piccole che possono contenere anche ferro e che restano disperse negli strati atmosferici inferiori.

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Questi residui non sarebbero dunque semplici elementi in sospensione. La loro presenza offrirebbe punti di aggregazione all'acido solforico, contribuendo alla comparsa della foschia osservata sotto le nubi del pianeta.


Un enigma osservato dagli anni Settanta

La particolare velatura, indicata dagli studiosi come foschia inferiore, era già stata individuata dalle sonde Venera e Pioneer Venus negli anni '70. Per quasi mezzo secolo, tuttavia, la sua origine è rimasta priva di una spiegazione considerata convincente.

Il nuovo scenario collega così un fenomeno atmosferico locale a un apporto continuo proveniente dall'esterno. Le particelle generate dai meteoriti potrebbero essere l'elemento mancante per comprendere perché quella fascia giallastra riesca a formarsi e a persistere sotto la copertura nuvolosa di Venere.

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