Telemarketing, due multe da 822.500 euro: nel mirino Retelit e Tekmind
L’AGCOM rafforza il contrasto alle chiamate contraffatte: quasi 191 milioni di contatti sono stati fermati nei primi otto mesi del 2026.
Le verifiche dell’AGCOM hanno portato a due sanzioni per un totale di 822.500 euro. Retelit Digital Services dovrà pagare 700.000 euro, mentre per Tekmind è stata stabilita una multa di 122.500 euro.
Alle società viene contestato il mancato rispetto dei doveri di controllo sulle numerazioni telefoniche assegnate. Gli operatori devono infatti verificare l’utilizzo dei numeri da parte dei call center e intercettare eventuali anomalie riconducibili allo spoofing, la falsificazione del numero visualizzato sul telefono del destinatario.
Le numerazioni estere non hanno aggirato i filtri
L’attività di controllo dell’Autorità è partita nel novembre 2025 e ha utilizzato anche le segnalazioni raccolte dopo l’attivazione dei nuovi sistemi. I filtri hanno reso più semplice risalire agli operatori e ai call center che continuavano a usare irregolarmente numeri italiani dall’interno del Paese.
In una prima fase, una parte delle chiamate irregolari si era spostata su numerazioni straniere, presumibilmente per evitare i blocchi applicati ai numeri italiani. Il tentativo, però, non ha prodotto risultati duraturi: anche questo flusso si è ridotto velocemente, fino a tornare sui valori registrati prima dell’introduzione dei controlli.
Quasi 191 milioni di chiamate fermate
Il bilancio dei primi otto mesi del 2026 parla di circa 191 milioni di telefonate bloccate, una media vicina a 790.000 al giorno. Il volume equivale al 7,2% dell’intero traffico telefonico internazionale.
A essere intercettati sono stati soprattutto contatti originati all’estero che mostravano un numero italiano alterato oppure utilizzavano numerazioni non compatibili con le specifiche internazionali. Il dato rientra nell’intervento regolatorio avviato dall’AGCOM lo scorso anno per contrastare telemarketing e teleselling irregolari.
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Il peso dei numeri mobili italiani
Circa 148 milioni delle chiamate fermate presentavano numeri mobili italiani: il dato rappresenta il 49% di tutte le telefonate provenienti dall’estero con questo tipo di numerazione. Altri 38 milioni di contatti riportavano invece numeri fissi italiani, pari all’1,4% del traffico internazionale complessivo.
In 4,6 milioni di casi, infine, la numerazione non rispettava gli standard internazionali. Questa quota corrisponde allo 0,2% del traffico totale considerato dall’Autorità.
Dopo novembre il crollo delle chiamate
L’estensione dei filtri ai numeri mobili, prevista dalla delibera 106/25/CONS, ha prodotto una riduzione particolarmente evidente. Tra il 1° e il 18 novembre 2025 dall’estero arrivavano in media 26,8 milioni di chiamate al giorno con un numero mobile italiano; dopo l’ampliamento dei controlli, il valore è sceso a 1,2 milioni, con una contrazione del 95%.
Nello stesso periodo anche il traffico internazionale nel suo complesso è diminuito sensibilmente, passando da 34 a 11 milioni di chiamate quotidiane. Secondo i dati dell’AGCOM, la riduzione è stata di circa due terzi e conferma l’impatto dei filtri sulle comunicazioni dirette agli utenti italiani.
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