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Tecnologia 2 min di lettura12 ott

Frigoriferi a 50 gradi: il cyberattacco che ha svuotato i supermercati francesi

Un’intrusione nei sistemi di refrigerazione ha danneggiato centinaia di negozi, costretto a distruggere alimenti e fatto scattare verifiche su software e apparecchiature obsolete.

La crescente connessione alla rete degli impianti industriali sta trasformando anche i supermercati in possibili obiettivi informatici. In Francia, la manipolazione a distanza dei sistemi del freddo ha provocato perdite economiche, reparti inutilizzabili e lo smaltimento di grandi quantità di alimenti.

La procura di Parigi ha avviato un’inchiesta e il governo ha chiesto il supporto dell’ANSSI, l’agenzia nazionale francese per la sicurezza informatica. Le autorità stanno inoltre verificando, insieme ad altri Paesi europei, se l’azione abbia oltrepassato i confini francesi.


Centinaia di negozi messi in difficoltà

L’episodio ha riguardato diverse insegne della grande distribuzione, tra cui Intermarché, Coopérative U e Carrefour. Il gruppo che controlla Intermarché ha parlato di circa 150 punti vendita interessati, mentre Carrefour ha registrato anomalie in 80 negozi; anche altre catene hanno segnalato conseguenze.

L’alterazione dei parametri avrebbe fatto salire la temperatura di frigoriferi e celle per alimenti fino a 50 gradi centigradi. In alcuni casi il malfunzionamento sarebbe proseguito per circa sei ore, mentre in più esercizi sono stati riferiti anche episodi di incendio, ora oggetto di accertamenti separati.


La catena del freddo è stata interrotta

Carni, latticini, prodotti freschi e surgelati conservati negli impianti compromessi sono stati eliminati per ragioni sanitarie. Un innalzamento termico oltre le soglie previste può infatti interrompere la catena del freddo e rendere gli alimenti inadatti al consumo.

L’attacco si è verificato durante la notte, quando molti punti vendita erano chiusi. Questo ha permesso alle temperature di rimanere fuori controllo abbastanza a lungo da aggravare i danni prima che il personale potesse intervenire.

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Sbrinamento alterato a distanza

I moderni impianti di refrigerazione possono essere monitorati e regolati tramite programmi collegati a Internet. I tecnici li utilizzano per controllare i valori e intervenire senza raggiungere fisicamente ogni negozio, ma lo stesso collegamento può diventare un varco per chi riesce a violare i sistemi.

Le ricostruzioni disponibili indicano che gli aggressori avrebbero modificato il ciclo di sbrinamento automatico. Questa procedura serve normalmente a sciogliere il ghiaccio accumulato riscaldando per poco tempo alcune componenti; prolungandola artificialmente, i responsabili avrebbero impedito il ritorno tempestivo al normale raffreddamento.


Sotto esame i sistemi Danfoss

Gli accertamenti si stanno concentrando sulle soluzioni di gestione prodotte da Danfoss, società danese attiva nelle tecnologie per la refrigerazione industriale. L’azienda ha riconosciuto di essere stata informata dei casi francesi e ha collegato gli apparecchi coinvolti a versioni non aggiornate del firmware, il programma integrato che governa il dispositivo.

Danfoss sostiene di aver invitato da tempo i clienti a installare le correzioni di sicurezza e a rinnovare le apparecchiature più datate. Restano però da individuare il metodo usato per ottenere l’accesso e l’eventuale falla sfruttata dagli autori dell’intrusione.

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