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Tecnologia 2 min di lettura22 min fa

SIC, il sorpasso che cambia gli equilibri: Google davanti alla Rai

Nel 2024 il Sistema Integrato delle Comunicazioni è cresciuto fino a 21,8 miliardi, spinto soprattutto dalla pubblicità digitale e dall’avanzata delle grandi piattaforme online.

Sono dodici gli operatori che detengono almeno l’1% del Sistema Integrato delle Comunicazioni: nel complesso raccolgono 15,4 miliardi di euro, pari al 71% delle risorse complessive. Nessuno, però, arriva da solo al 20% del mercato e soltanto Google e Rai superano la soglia del 10%.

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Le piattaforme conquistano spazio

La graduatoria mostra il rafforzamento dei gruppi internazionali attivi nel digitale. Meta/Facebook ha guadagnato due posizioni, salendo dal quinto al terzo posto: la sua quota è passata dall’8,6 al 9,7%.

Comcast/Sky si è attestata al 9,4%, mentre Fininvest ha raggiunto il 9,2%. Più indietro figurano Amazon, al 4,9%, Netflix, al 3,5%, e DAZN, che con il 2,5% occupa la nona posizione. Tra gli editori italiani, Cairo Communication vale il 3% e GEDI l’1,8%.


Google cambia il vertice

Il dato più rilevante riguarda il cambio al primo posto. Nel 2024 Google ha raggiunto il 12,4% delle risorse del Sistema Integrato delle Comunicazioni, in aumento rispetto all’11,7% dell’anno precedente, superando così la Rai, rimasta al 12%.

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La rilevazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni riunisce i ricavi di televisione, radio, stampa, pubblicità e attività digitali. Il sorpasso di Google avviene dunque all’interno di un sistema che comprende comparti molto diversi e fotografa il peso crescente dei servizi online.


Pubblicità online sempre più decisiva

Nel 2024 il Sistema Integrato delle Comunicazioni ha prodotto risorse per 21,8 miliardi di euro, contro i 20,4 miliardi registrati nel 2023. L’incremento annuo è stato del 6,9%, un ritmo superiore a quello dell’economia italiana; il settore equivale ora allo 0,99% del prodotto interno lordo.

A trainare la crescita è stata soprattutto la pubblicità online, arrivata vicino agli 8 miliardi di euro con un aumento del 12,6%. La raccolta sul web rappresenta ormai il 36,6% dell’intero sistema, mentre gli investimenti pubblicitari sui mezzi tradizionali ammontano a 5,2 miliardi e sono cresciuti del 3,4%.

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