Sei sogni a due ruote: le moto che Suzuki, Honda e Ducati non faranno
Dalla Suzuki rétro alla Kawasaki sovralimentata, sei progetti immaginari mostrano ciò che gli appassionati vorrebbero trovare a EICMA 2026.
La GSX-R1000R “Slingslab” è il sogno di una superbike moderna con il volto della Suzuki GSX-R750 del 1985. Il progetto immaginato da Kardesign conserva motore e ciclistica della sportiva attuale, ma li riveste con carene squadrate, doppio faro circolare incassato e livrea bianco-blu. Il nome richiama due capitoli storici della casa giapponese: la Slabside del 1985 e la Slingshot del 1988.
L’operazione avrebbe però un ostacolo evidente. La GSX-R1000R oggi dispone di 195 CV a 13.200 giri, pesa 203 kg con il pieno e costa 20.490 euro f.c.; dopo l’omologazione Euro 5+, Suzuki difficilmente destinerebbe risorse a una variante estetica pensata per una platea ristretta. È una reinterpretazione affascinante, ma destinata a rimanere digitale.
Il fascino dei motori fuori misura
Ancora più estrema è la Honda CBX1200F, esercizio grafico che porta all’estremo l’impostazione della CB1000F. Kardesign immagina un sei cilindri in linea sotto una carrozzeria dal gusto classico, con una testata molto larga e sei scarichi disposti a ventaglio. L’ispirazione arriva dalla CBX 1000 del 1978, equipaggiata con un 1.047 cm³ da 105 CV e poi accantonata anche per l’ingombro e i costi.
La base stilistica, almeno in parte, esiste già: la CB1000F propone 124 CV a 9.000 giri, 103 Nm, 214 kg con il pieno e un prezzo di 12.190 euro f.c. Serbatoio allungato e sella su due livelli guardano alla CB750F di Freddie Spencer, mentre la trasformazione in una sei cilindri resterebbe priva di una reale prospettiva industriale. La permanenza della gamma BMW K 1600 dimostra comunque che quell’architettura conserva estimatori.
Anche la Moto Guzzi V100 Le Mans Classic nasce soprattutto dalla memoria del marchio. Oberdan Bezzi ha riletto la V100 Mandello con un piccolo cupolino, un serbatoio scolpito e un codone monoposto, elementi capaci di richiamare la Le Mans del 1975 senza riprodurla fedelmente.
Sul piano tecnico, la base sarebbe già disponibile: il bicilindrico a V di 1.042 cm³ e 115 CV potrebbe essere accompagnato dall’elettronica di derivazione Aprilia e da una ciclistica contemporanea. Piaggio, però, non ha mostrato segnali in questa direzione; i risultati della V100 Mandello sarebbero stati inferiori alle attese iniziali, anche se una versione più caratterizzata potrebbe dare maggiore riconoscibilità all’intera piattaforma.
Le idee concrete rimaste fuori
Tra le ipotesi più vicine alle esigenze del mercato c’è una Fantic Supermotard 500. La Stealth 500 offre già il materiale necessario: monocilindrico Minarelli da 463 cm³ e 45 CV, 147 kg a secco, telaio a traliccio con piastre in alluminio e un prezzo di 6.490 euro f.c. La gamma delle naked A2 è ricca, con modelli come KTM Duke 390 e Aprilia Tuono 457, mentre manca una motard stradale di media cilindrata.
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Per trasformare la base in una nuova proposta servirebbero soprattutto ruote a raggi da 17 pollici, manubrio rialzato e sospensioni con maggiore escursione. Sarebbe una formula vicina alle monocilindriche che negli anni ’90 erano diffuse tra i giovani motociclisti, oltre che un progetto coerente con l’esperienza fuoristradistica di Fantic.
La Ducati Scrambler Mono risponderebbe invece a una logica di gamma e produzione. Il motore Superquadro Mono della Hypermotard 698 sviluppa 77,5 CV a 9.750 giri e 63 Nm a 8.000 giri, grazie a una cilindrata effettiva di 659 cm³; inserirlo nella Scrambler consentirebbe di proporre una moto più leggera, con un peso a secco potenzialmente sotto i 170 kg.
Accanto alla Scrambler da 800 cm³, il monocilindrico offrirebbe un’alternativa più agile e potrebbe diventare l’accesso più semplice alla famiglia Ducati. Il propulsore è già omologato e in produzione, mentre il bicilindrico della versione maggiore inizia a mostrare gli anni. Non è chiaro perché Borgo Panigale non abbia ancora trasformato questa possibilità in un modello concreto.
Kawasaki cerca la cilindrata giusta
La proposta forse più interessante sul piano strategico sarebbe una Z900 Compressor. Kawasaki continua a puntare sulla sovralimentazione con la Ninja H2, che nel 2027 tornerà con 209 CV grazie anche al Ram Air e con pinze Brembo Hypure; per l’uso in pista rimane disponibile la H2R, a 58.000 euro. L’azienda di Akashi, tuttavia, non ha mai annunciato una versione più compatta.
Oggi il ruolo della naked sovralimentata è affidato alla Z H2, capace di 200 CV, con 240 kg a serbatoio pieno e un listino di 22.740 euro f.c. Una moto da circa 150 CV, più maneggevole e meno costosa, coprirebbe uno spazio diverso. L’eventuale arrivo della Honda V3R 900 E-Compressor, tre cilindri a V da 900 cm³ con compressore elettrico e possibile debutto a EICMA 2026, potrebbe però riaprire il dossier.
Tutte queste proposte appartengono al territorio delle ipotesi: alcune nascono dai disegni di Kardesign, altre da quelli di Oberdan Bezzi, altre ancora da una lettura delle piattaforme già esistenti. Nel frattempo, le anticipazioni delle case hanno reso abbastanza chiaro il quadro dei modelli ufficiali attesi tra i padiglioni di Rho-Fiera per EICMA 2026. Proprio il divario tra ciò che può arrivare davvero e ciò che il pubblico desidererebbe vedere alimenta il fascino di queste sei moto immaginarie.
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