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Tecnologia 1 min di lettura17 ore fa

Scudi termici, la prova a 900 °C rivela il loro segreto

Un gruppo di ricerca ha seguito in tempo reale le trasformazioni interne dei materiali ablativi sottoposti a temperature estreme, con possibili ricadute sulla sicurezza dei voli spaziali.

Durante il rientro nell’atmosfera, lo scudo termico deve assorbire condizioni estreme e impedire che il calore raggiunga la navicella. Comprendere come reagisca il materiale al suo interno è quindi essenziale, soprattutto quando a bordo ci sono astronauti.

Un esperimento condotto da Advanced Light Source, NASA e Università dell’Illinois Urbana-Champaign ha permesso di osservare direttamente questi cambiamenti mentre alcuni materiali ablativi venivano riscaldati fino a circa 900 °C. Il risultato offre una lettura più precisa di un processo finora difficile da seguire.


Il calore cambia la struttura interna

Gli studiosi hanno monitorato in tempo reale l’evoluzione della struttura interna dei materiali durante il riscaldamento. L’osservazione non si è dunque limitata alla superficie dello scudo, ma ha riguardato ciò che avviene negli strati sottoposti all’azione del calore.

Queste informazioni possono aiutare a comprendere meglio il comportamento degli ablatori nel momento in cui devono proteggere una navicella. Prima di arrivare all’impiego operativo, infatti, i sistemi destinati al rientro vengono sottoposti a numerose verifiche proprio per ridurre i margini di incertezza.

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Perché gli ablatori si consumano

A differenza dei materiali progettati per sopportare il calore a lungo, gli ablatori sono concepiti per degradarsi in modo controllato. La loro progressiva trasformazione contribuisce ad assorbire e disperdere energia, limitando quella che può trasferirsi alle parti sottostanti.

La ricerca punta quindi a chiarire con maggiore accuratezza il legame tra il riscaldamento estremo e il deterioramento del materiale. Capire questa dinamica consente di valutare più solidamente la capacità dello scudo di mantenere protetta la navicella durante il rientro atmosferico.

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