Rosstat ammette l’attacco, ma nega il furto dei dati
I pirati informatici parlano di 23 TB sottratti e citano anche le perdite russe in Ucraina
Il Rosstat ha confermato di aver subito un attacco informatico, respingendo però l’accusa di un furto pari a terabyte di informazioni. I gruppi che hanno rivendicato l’azione sostengono invece di avere sottratto circa 23 TB di documenti.
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Le accuse dei pirati informatici
Secondo gli autori dell’attacco, tra i materiali acquisiti ci sarebbero dati collegati al numero dei militari russi morti nella guerra in Ucraina. A sostegno della loro ricostruzione hanno diffuso un grafico che indicherebbe tra 25.000 e 50.000 soldati uccisi ogni mese negli ultimi due anni.
La stima riferita a ottobre 2026 supererebbe leggermente quella soglia. Si tratta tuttavia di numeri forniti dagli stessi hacker: non è stata verificata in modo indipendente né l’origine dei file, né la loro completezza, né il significato statistico delle informazioni.
Il ruolo del Rosstat
Il servizio statistico federale russo produce dati ufficiali su popolazione, economia e andamento demografico. Le sue rilevazioni vengono poi utilizzate da altre strutture pubbliche e dalle autorità russe.
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Nel 2024 l’ente ha smesso di pubblicare con cadenza annuale le statistiche sulle cause di morte nel Paese. Proprio questa scelta ha alimentato l’attenzione sulle informazioni che potrebbero riguardare il costo umano del conflitto in Ucraina.
La posizione dell’ente russo
Rosstat ha riconosciuto l’intrusione, ma ha escluso che l’operazione abbia comportato la sottrazione della quantità di dati indicata dai gruppi responsabili. Al momento, quindi, la portata del data breach resta contestata.
Le cifre sulle perdite militari non dispongono di una conferma autonoma. Il materiale pubblicato dagli hacker può essere valutato soltanto dopo aver accertato autenticità, integrità e corretto contesto dei documenti.
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