Robotica, il vero ostacolo è l’Europa: la scommessa di Saturn Dynamics
La startup fondata da Elisa Seghetti addestra i robot in ambienti virtuali e punta a comprimere da un anno a due settimane il passaggio alla fabbrica
Nell’ecosistema europeo dell’innovazione, secondo Elisa Seghetti, il problema non è soltanto trovare capitali o sviluppare tecnologia: pesa anche il modo in cui vengono giudicati successi e fallimenti. «Chi ha successo viene giudicato, chi fallisce viene giudicato», ha osservato la fondatrice di Saturn Dynamics, sostenendo che questo meccanismo finisce per favorire la mediocrità.
Douglas
Fino al -25% su Douglas via app
L’intelligenza deve restare europea
La posizione di Seghetti è netta soprattutto sul software. I modelli che guidano i robot, nella sua visione, dovrebbero essere sviluppati e mantenuti in Europa e nei Paesi occidentali, senza dipendere da soluzioni cinesi o giapponesi.
Diverso è il discorso per le componenti fisiche. Oggi, ha spiegato, non esiste una vera alternativa alla filiera cinese: alcuni clienti devono importare metalli e parti dalla Cina, mentre gli stabilimenti europei riconvertiti hanno spesso come obiettivo la difesa, non la robotica industriale. Tra un prototipo funzionante e un componente certificato, pronto e disponibile nel giro di due settimane, «c’è un gap di dieci anni».
Londra accelera la raccolta
La sede britannica è stata scelta anche per ragioni pratiche. A Londra si concentrano fondi importanti e ricercatori con esperienza in aziende come Waymo, Wayve e Woven by Toyota, con costi che, secondo Seghetti, possono arrivare a circa un terzo rispetto a quelli statunitensi. Anche la costituzione di una società risulta più rapida: una firma digitale e un bonifico sostituiscono procedure che in Italia richiedono spesso il notaio.
La composizione degli investitori riflette questa scelta: l’80% dei finanziatori è britannico, circa il 5% arriva dal fondo italiano Vento e la quota restante dagli Stati Uniti. Saturn Dynamics ha raccolto circa 3,5 milioni di euro nella prima fase e prepara un nuovo round per l’inizio del 2027, seguito da un’ulteriore raccolta a fine anno. L’obiettivo complessivo è moltiplicare da cinque a sette volte la somma iniziale, arrivando tra 17 e 25 milioni di euro, con una partecipazione americana prevista intorno al 90%.
Il gruppo di ricerca dovrebbe restare in Europa, mentre le installazioni industriali saranno distribuite tra Europa e Stati Uniti. L’azienda, nata nel 2025, conta oggi 15 persone, tutte basate a Londra.
Una palestra virtuale per i robot
Il cuore dell’attività sono i cosiddetti modelli del mondo: sistemi di intelligenza artificiale capaci di apprendere le regole dell’ambiente fisico e di stimare gli effetti di un movimento prima che la macchina lo esegua davvero. L’addestramento avviene quindi in una riproduzione digitale del luogo di lavoro, non direttamente sulla catena produttiva.
Il procedimento può riguardare, per esempio, un braccio robotico incaricato di scegliere alcuni componenti e inserirli in una scatola. Saturn Dynamics verifica con il cliente se esiste già una macchina adatta oppure collabora alla sua individuazione; poi ricrea il compito nella simulazione e allena il robot. Soltanto il 5% conclusivo del percorso si svolge nell’ambiente reale, utilizzando i dati prodotti dalla macchina.
Secondo la startup, questa impostazione può trasformare un progetto pilota normalmente lungo dodici mesi in un lavoro di circa due settimane. Si tratta di una stima, legata alla capacità del modello di mantenere ridotta la distanza tra il comportamento simulato e quello osservato in fabbrica.
Seghetti indica inoltre due elementi distintivi. Saturn non utilizza i dati raccolti da operatori equipaggiati con sensori, una pratica che a suo giudizio è meno efficace e può generare tensioni con i sindacati. L’azienda punta invece su un sistema considerato efficiente e accurato nella riproduzione delle dinamiche fisiche.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Dalla chimica alla fabbrica
All’inizio l’idea dei cofondatori Simone Totaro e Francesc Cunillera non riguardava gli stabilimenti industriali. Totaro, esperto di apprendimento per rinforzo, e Cunillera, fisico teorico, pensavano di applicare i modelli fisici ai reattori nucleari. Seghetti li ha convinti a cercare un mercato più ampio: «se partiamo dai reattori nucleari abbiamo due clienti forse nel mondo».
La robotica è diventata il punto d’incontro tra la loro ricerca e le conversazioni con professionisti della guida autonoma, tra Waymo e Cruise. A San Francisco, nello stesso periodo, stavano arrivando grandi finanziamenti per società come Physical Intelligence e Figure. Da quella direzione è nato il progetto attuale.
Anche il nome Saturn Dynamics richiama il concetto di tempo. Saturno è associato al tempo e il modello dell’azienda serve proprio a esplorare rapidamente molte evoluzioni possibili della realtà fisica. L’obiettivo è simulare in parallelo scenari che, nel mondo reale, richiederebbero mesi di prove.
Mercati, clienti e percorso personale
L’automobile italiana e il settore aerospaziale sono i primi ambiti commerciali. Il lavoro si concentra soprattutto tra Italia e Germania, mentre l’espansione in Francia procede con più difficoltà. Seghetti ha inoltre confermato una collaborazione ancora iniziale con Stellantis: a Mirafiori, un gruppo di quattro persone segue le attività su autonomia e robotica e continua a prendere decisioni sulla catena produttiva.
Il comparto in maggiore crescita, però, è quello della costruzione dei centri dati. Sono attività sostenute da grandi investimenti e caratterizzate dalla necessità di realizzare rapidamente strutture successive; qui, secondo Saturn, l’automazione fisica può ridurre in modo molto significativo i tempi di messa in opera.
Per le risorse informatiche, la startup ha partecipato ai programmi per nuove imprese di Google, Amazon Web Services e Scaleway. La scelta è caduta sul fornitore francese, che offre un sostegno mensile più contenuto ma continuativo. Gli altri, secondo Seghetti, «ti danno un sacco di crediti all’inizio e poi ti lasciano lì», mentre Scaleway «ti segue». Per alcuni clienti conta anche la disponibilità di un’infrastruttura interamente europea.
Torinese, figlia di una ricercatrice di fisica e di un ingegnere del software, Seghetti ha studiato chimica computazionale a Pavia. A 17 anni, grazie a un progetto scolastico presentato a una fiera scientifica internazionale di Pittsburgh, è entrata in contatto con una giovane società biotecnologica di Mantova. In seguito ha fondato una prima impresa, dedicata a software e algoritmi di apprendimento automatico per aziende farmaceutiche e produttori di semiconduttori, prima di completare un master alla Luiss Business School di Milano.
Quell’esperienza le ha insegnato a definire subito responsabilità e principi di lavoro. In Saturn Dynamics la regola è stata fissata dall’inizio: “zero ego”, cioè nessuna proposta acquista valore soltanto perché arriva dalla persona con il ruolo più alto. La nuova società è nata durante il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, in una fase segnata anche dalle difficoltà sui visti per un gruppo internazionale; per questo i tre fondatori hanno scelto di ripartire dall’Europa.
Seghetti ha raccontato il progetto a Parigi, durante ai-Pulse. Il legame tra la sua formazione scientifica, la scrittura poetica e il codice, ha spiegato, sta nella capacità di scomporre un problema, comprenderlo in profondità e poi tradurlo in parole semplici o in un algoritmo. «Imprenditoria alla fine è andare sotto a un problema, tirarci fuori un valore» e portarlo su larga scala.
Continua a leggere
Due grandi storie arrivano su PlayStation Plus: ecco la data
Horizon Forbidden West e Mafia: Terra Madre entrano nel catalogo di PlayStation Plus Extra e Premium dal 20 ottobre.
Moulinex Blendforce a 29 euro: l’offerta Amazon da non perdere
Il frullatore Blendforce Essential di Moulinex è disponibile su Amazon a 29 euro per preparare frullati e altre ricette in modo semplice.
Lombardia, allarme data center: 11 GW sul tavolo e la legge cambia
La Regione valuta nuove regole dopo la richiesta di connessione per 60 impianti, con un fabbisogno potenziale superiore del 40% ai consumi elettrici lombardi.
Epic Games Store cambia pelle: il client promette più velocità
Riscritto da zero con una struttura rinnovata e strumenti basati sull’IA, il programma punta anche a una libreria più moderna e a Fortnite su Linux.