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Tecnologia 4 min di lettura1 ora fa

Roadster Tesla, il salto nel vuoto: quando arriverà davvero

La sportiva elettrica ha mostrato brevi acrobazie in aria, ma resta un prototipo: la produzione è indicata per il 2028 e il progetto è molto diverso da quello prenotato nel 2017.

Il problema più difficile, per la Tesla Roadster capace di sollevarsi da terra, non è soltanto costruire la tecnologia necessaria: è capire dove e a quali condizioni potrà essere utilizzata. Negli Stati Uniti, un veicolo che decolla intenzionalmente potrebbe ricadere anche nelle competenze della Federal Aviation Administration, mentre per la circolazione stradale dovrebbe rispettare le regole della National Highway Traffic Safety Administration e quelle dei singoli Stati.

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Omologazione ancora tutta da chiarire

La versione più estrema della vettura potrebbe quindi richiedere certificazioni aeronautiche, autorizzazioni per chi la conduce e aree appositamente predisposte per decollo e atterraggio. Restano inoltre aperti gli interrogativi sui propulsori, sulla presenza di pedoni e altri mezzi e sulle conseguenze di un guasto durante una manovra sospesa.

Elon Musk ha ammesso che la sicurezza degli occupanti necessita di ulteriori sviluppi e che l'omologazione potrebbe risultare problematica in diverse giurisdizioni. La Rocket, il modello dotato del sistema completo di propulsione, viene infatti indicata da Tesla come non ancora autorizzata a circolare sulle strade pubbliche.


Pochi secondi lontano da terra

Per ora le immagini disponibili mostrano soltanto brevi passaggi in aria. Non sono stati comunicati dati sufficienti per stabilire la durata del volo, il peso trasportabile o le condizioni operative necessarie per ripetere le manovre viste in Texas.

La vettura ha comunque accelerato lungo una rampa, si è staccata dal suolo, ha ruotato e ha concluso il movimento sulle quattro ruote. In un'altra sequenza ha oltrepassato una fila di modelli Tesla, compreso un camion elettrico.


Un debutto costruito per stupire

La dimostrazione si è svolta negli impianti di collaudo di SpaceX a McGregor, in Texas, e ha riportato al centro dell'attenzione una sportiva annunciata quasi nove anni fa. La Roadster era priva di persone a bordo durante tutte le acrobazie, una scelta che evidenzia quanto il progetto sia ancora lontano dall'uso quotidiano.

Il veicolo sfrutta propulsori alimentati da aria compressa ad altissima pressione, sviluppati insieme alla società aerospaziale di Musk, per sollevarsi e correggere i movimenti durante il volo. Un apparato di ventole posizionato sotto la carrozzeria dovrebbe invece creare una spinta verso il basso abbastanza forte da tenere l'auto aderente alla superficie, anche quando procede capovolta.


Prestazioni e attesa senza fine

La nuova Roadster avrebbe raggiunto le 60 miglia orarie, circa 97 km/h, in 0,81 secondi. L'esibizione ha generato attenzione internazionale e ha rilanciato l'immagine tecnologica di Tesla, proprio mentre l'azienda sta destinando risorse crescenti all'intelligenza artificiale e alla robotica, incluso l'umanoide Optimus.

Dietro le immagini spettacolari resta però un calendario molto meno immediato. L'esemplare presentato è ancora un prototipo e l'avvio della produzione è previsto nel 2028, mentre nel novembre del 2017 la consegna ai clienti era stata indicata per il 2020.


Dalla sorpresa del 2017 alla nuova versione

La prima Roadster era comparsa il 16 novembre 2017 a Hawthorne, in California, durante la presentazione del camion elettrico Tesla Semi. Musk l'aveva fatta uscire dal rimorchio del mezzo pesante, trasformando l'annuncio in un evento seguito in tutto il mondo.

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Il progetto originario prevedeva quattro posti, quasi mille chilometri di autonomia e uno scatto da zero a 60 miglia orarie in 1,9 secondi. Il prezzo iniziale annunciato era di 200 mila dollari, con una prenotazione da 50 mila dollari; per la serie speciale Founders Series era richiesto un versamento anticipato di 250 mila dollari.


Numeri ridotti e tre configurazioni

Nel frattempo la vettura è cambiata profondamente. La carrozzeria bianca ha forme più squadrate e richiami, secondo Tesla, agli aerei militari SR-71 e F-35. I posti sono scesi da quattro a due, mentre la variante più estrema ne offrirà soltanto uno.

Anche l'autonomia dichiarata è diminuita: dalle 620 miglia iniziali si è passati a circa 300 miglia, poco meno di 500 chilometri. La velocità massima annunciata supera oggi le 230 miglia orarie, contro le oltre 250 indicate nel 2017.

La gamma comprenderà tre versioni. La Performance sarà destinata alla strada, con due posti e un'aerodinamica avanzata, ma senza i propulsori necessari per le evoluzioni aeree. La Thrust aggiungerà apparati posteriori per migliorare l'accelerazione, mentre la Rocket, disponibile soltanto su invito, potrà sollevarsi e muoversi per brevi tratti in aria.

Tesla ha riaperto le prenotazioni chiedendo anticipi complessivi di 50 mila dollari per la Performance e 250 mila per la Thrust. I prezzi finali non sono ancora stati comunicati: chi aveva aderito al progetto del 2017 si trova così davanti a un'automobile profondamente rivista e a una produzione che, salvo ulteriori cambiamenti, non inizierà prima del 2028.


L'auto lanciata nello spazio

La strategia comunicativa di Musk aveva già legato Tesla alle imprese aerospaziali. Il 6 febbraio 2018, durante il primo lancio del razzo Falcon Heavy di SpaceX, una Roadster rossa di prima generazione fu utilizzata come carico di prova.

Al volante si trovava Starman, un manichino con una tuta spaziale, mentre le telecamere mostravano la vettura con la Terra sullo sfondo. L'auto venne poi immessa in un'orbita attorno al Sole, in un'operazione che unì il successo tecnico del lancio a una delle campagne promozionali più riconoscibili della storia dell'automobile.

Con la prova in Texas, Tesla e SpaceX hanno riproposto quella stessa sovrapposizione tra mobilità e spazio. Questa volta, tuttavia, la tecnologia aerospaziale non è stata soltanto evocata: è stata impiegata per staccare davvero la vettura dal terreno, anche se per pochi istanti.

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