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Tecnologia 1 min di lettura2 ore fa

Riconoscimento biometrico, il nuovo argine per la polizia: cosa cambia

Le immagini raccolte in luoghi pubblici potranno essere analizzate dall’intelligenza artificiale soltanto per obiettivi specifici e con autorizzazioni delimitate.

Una singola autorizzazione non potrà trasformarsi in un controllo senza scadenza: l’impiego del riconoscimento biometrico in tempo reale sarà circoscritto a un periodo massimo di una settimana, salvo proroghe motivate dalle esigenze del caso. La durata rappresenta uno dei principali vincoli fissati dalla nuova disciplina.


Durata e contenuti dell’autorizzazione

Durante le indagini preliminari, l’attivazione del sistema deve partire dall’iniziativa del pubblico ministero. In via ordinaria, però, serve anche il via libera motivato del giudice, chiamato a verificare presupposti e limiti dell’operazione.

Il provvedimento non può essere generico. Deve precisare quale reato viene preso in considerazione, l’obiettivo dell’attività, la persona da individuare, il territorio interessato e il periodo di utilizzo, che non può oltrepassare una settimana, fatta salva la possibilità di proroga per la specifica vicenda.


Quando l’AI può essere impiegata

Le telecamere collocate in stazioni, aeroporti, zone urbane oppure predisposte per manifestazioni particolari potranno trasmettere le immagini a una piattaforma capace di esaminare i tratti biometrici. Il confronto dovrà avvenire con una banca dati previamente autorizzata, senza estendere l’uso dello strumento a finalità indistinte.

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Tra gli obiettivi ammessi rientrano la cattura di persone latitanti, l’individuazione di soggetti sospettati di delitti di particolare gravità e la ricerca di individui scomparsi. La disciplina considera anche situazioni in cui le vittime possano essere coinvolte in sequestri, tratta di esseri umani o sfruttamento sessuale.


La cornice normativa è già operativa

Il nuovo impianto è applicabile dal 30 settembre. La base giuridica è il decreto legislativo n. 160 del 9 settembre 2026, adottato per allineare la normativa italiana alle disposizioni dell’AI Act europeo.

Nel Codice di procedura penale entra inoltre l’articolo 359-ter, dedicato all’identificazione e alla localizzazione attraverso sistemi di intelligenza artificiale. Le nuove regole definiscono così condizioni, finalità e controlli per l’uso del riconoscimento biometrico nelle attività di polizia.

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