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Quattro ali, una svolta: così il dinosauro sfida la storia del volo

Norellraptor barsboldi, vissuto oltre 120 milioni di anni fa, offre nuovi indizi sull’evoluzione indipendente del volo nei dinosauri e negli uccelli.

La conquista del cielo potrebbe non avere seguito un unico percorso. Le conclusioni sul nuovo fossile restano da verificare con ulteriori analisi, ma i dati raccolti indicano già una storia fatta di soluzioni evolutive differenti, modellate dalle pressioni selettive affrontate da ciascun gruppo.

L’ipotesi è che alcune caratteristiche legate al volo siano nate separatamente nei microraptorini e negli antenati degli uccelli. In altre parole, forme anatomiche simili potrebbero essere il risultato di risposte indipendenti a esigenze analoghe, anziché il semplice retaggio di un antenato comune.


Un’evoluzione con percorsi separati

Per ricostruire questa storia, i ricercatori hanno esaminato l’anatomia dei dinosauri e seguito 194 trasformazioni avvenute nel corso della loro evoluzione. Soltanto 57 di queste, pari a circa il 30%, compaiono anche negli uccelli.

Il dato decisivo, però, riguarda la successione dei cambiamenti. Nei due gruppi le caratteristiche non si sono presentate nello stesso ordine: un elemento che rafforza l’idea di due linee evolutive distinte. I microraptorini, infatti, condividevano alcuni tratti con gli uccelli senza appartenere al loro stesso ramo evolutivo.


Quattro ali per controllare il volo

Il reperto appartiene ai microraptorini, dinosauri predatori dotati di diversi adattamenti compatibili con il volo. Tra questi figurano arti anteriori proporzionalmente robusti, un’ulna più lunga rispetto all’omero e una conformazione particolare delle ossa di mano e polso.

Scott Hartman, paleobiologo e docente di Biologia integrativa alla University of Wisconsin–Madison, non coinvolto nello studio, ha spiegato che questi animali potrebbero avere alternato planata e battiti d’ala. Secondo la sua ricostruzione, una corsa lungo un pendio o un salto da un punto rialzato avrebbe potuto fornire lo slancio necessario.

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«Le ali posteriori potevano aiutare a mantenere l’assetto, rallentare la discesa e cambiare direzione rapidamente», ha osservato Hartman. La presenza di uno sterno ampio e ben mineralizzato avrebbe inoltre favorito l’inserzione di muscoli pettorali abbastanza sviluppati da generare una spinta verso il basso.


Il fossile trovato in Cina

Norellraptor barsboldi è stato identificato da una squadra internazionale di studiosi. L’esemplare, conservato con lo scheletro completo, misura 57 centimetri e aveva almeno tre anni, quindi si trovava ancora nella tarda fase giovanile.

Il dinosauro viveva circa 120-125 milioni di anni fa, durante il Cretaceo inferiore. Il fossile è emerso nella formazione geologica Jiufotang, nella provincia di Liaoning, nel nord-est della Cina.

Piume, denti, artigli ricurvi e quattro ali caratterizzavano l’animale. Il nome scientifico rende omaggio ai paleontologi Mark Norell e Rinchen Barsbold, mentre lo studio che ne descrive le caratteristiche è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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