PS5 sbloccata, la sorpresa: Qwen gira a 20 token al secondo
Un progetto amatoriale sfrutta la GPU della console Sony per eseguire in locale un modello da 27 miliardi di parametri, con risultati interessanti ma lontani da quelli di un computer potente.
La PlayStation 5 entra in un territorio sorprendente: dopo il jailbreak reso più accessibile dall’exploit Relapse, un utente ha trasformato la console Sony in una macchina capace di eseguire localmente un modello di intelligenza artificiale. L’esperimento riguarda Qwen3.8-27B, una versione da 27 miliardi di parametri avviata grazie a una modifica di llama.cpp.
L’idea non nasce da una reale necessità produttiva, né punta a sostituire un computer dedicato. È soprattutto una dimostrazione tecnica resa possibile dalla libertà offerta dal sistema sbloccato: usare l’hardware della PS5 in un modo per cui non era stato progettato.
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La potenza c’è, ma non basta
La console dispone di 16 GB di memoria GDDR6 condivisa, con una velocità teorica massima di 448 GB al secondo. Sono caratteristiche ancora rispettabili, ma il confronto con workstation ottimizzate e con un buon computer fisso resta sfavorevole, soprattutto quando si lavora con modelli linguistici di grandi dimensioni.
Per questo motivo non bisogna aspettarsi prestazioni eccezionali. Il risultato riportato dall’utente indica una velocità vicina ai 20 token al secondo sulla GPU della PS5, un dato interessante per una console modificata, ma non sufficiente a trasformarla in una piattaforma professionale per l’intelligenza artificiale.
Il passaggio decisivo alla GPU
Il primo tentativo si basava su una versione non ufficiale di llama.cpp eseguita soltanto dal processore. In quella configurazione il modello poteva utilizzare appena 6 GB di memoria, una disponibilità troppo ridotta per gestire con efficacia modelli più pesanti.
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La svolta è arrivata con il porting di llama.cpp come applicazione nativa per la console. L’utente ha impiegato Vulkan e una versione adattata del driver open source RADV, sviluppato all’interno del progetto Mesa, riuscendo così a sfruttare anche la scheda grafica.
Un esperimento più curioso che utile
Grazie a questa modifica, la memoria accessibile al modello è salita da 6 a circa 11,4 GB. Lo spazio aggiuntivo ha reso possibile avviare una variante fortemente quantizzata di Qwen3.8-27B, riducendo le risorse necessarie senza impedire del tutto l’esecuzione.
Il progetto resta quindi soprattutto una prova di fattibilità. La PS5 non diventa un vero centro dati domestico, ma dimostra che, con software adattato e accesso all’hardware, la console può svolgere anche compiti molto diversi dal gioco.
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