Pneumatici invernali 2026, attenzione alle multe: le date da ricordare
Dal 15 ottobre sarà possibile montare le coperture invernali, mentre dal 15 novembre scatteranno gli obblighi previsti sulle strade interessate dalle ordinanze.
Viaggiare senza l’equipaggiamento richiesto può costare caro: le sanzioni arrivano fino a 338 euro fuori dai centri abitati e possono aggiungersi al fermo del veicolo. Per evitare sorprese, è quindi importante conoscere le scadenze del 2026 e controllare per tempo gomme, catene o calze da neve.
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Le multe cambiano in base alla strada
Sui tratti urbani soggetti a ordinanza, chi circola senza pneumatici invernali o dispositivi antisdrucciolevoli rischia una sanzione compresa tra 41 e 169 euro. Fuori dai centri abitati l’importo sale invece da 85 a 338 euro, mentre in autostrada la violazione può comportare una multa da 80 a 318 euro.
Le autorità possono inoltre impedire la prosecuzione del viaggio fino a quando l’auto non viene regolarizzata. Se il conducente non rispetta il fermo, scatta un’ulteriore sanzione di 84 euro, accompagnata dalla perdita di 3 punti della patente.
Un controllo evita problemi
Il passaggio da una dotazione stagionale all’altra è un buon momento per verificare le condizioni degli pneumatici. Il battistrada delle automobili non deve scendere sotto 1,6 mm, ma durante l’inverno è preferibile non arrivare vicino al limite minimo, così da conservare una frenata e un’aderenza adeguate.
Vanno controllate anche la pressione, da misurare a gomma fredda seguendo le indicazioni del costruttore, e l’eventuale presenza di tagli, deformazioni o screpolature. Anche una mescola irrigidita a causa di una conservazione non corretta può ridurre la sicurezza su asfalto freddo o bagnato.
Cosa si può montare o trasportare
La finestra per installare gli pneumatici invernali si apre il 15 ottobre 2026. L’obbligo effettivo parte invece dal 15 novembre e riguarda le strade sulle quali un’ordinanza impone specifiche dotazioni: l’applicazione è frequente su autostrade e percorsi extraurbani, ma può interessare anche alcune vie cittadine.
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Chi mantiene le gomme estive deve avere a bordo catene compatibili oppure calze da neve omologate secondo la norma UNI EN 16662-1. Prima dell’acquisto occorre verificare sia la misura corretta sia la possibilità di montaggio in rapporto a cerchio e pneumatico. Le calze, realizzate con materiali antisdrucciolo come poliestere, nylon e altre fibre sintetiche, sono state riconosciute come alternativa alle catene dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 23 febbraio 2023.
La deroga vale fino a maggio
Tra il 15 ottobre e il 15 maggio è ammesso l’utilizzo di pneumatici invernali con un codice di velocità più basso rispetto a quello riportato sulla carta di circolazione, purché non inferiore alla classe Q. Il periodo comprende sia la fase che precede l’obbligo sia il mese successivo alla sua conclusione.
La stagione delle dotazioni invernali termina ordinariamente il 15 aprile. La normativa lascia poi tempo fino al 15 maggio per rimuovere le coperture invernali e ripristinare quelle estive. Se, invece, gli pneumatici invernali rispettano tutti i parametri indicati per il veicolo, compreso il codice di velocità, possono restare montati per tutto l’anno; tuttavia, alle alte temperature offrono prestazioni generalmente meno adatte rispetto alle gomme estive.
M+S, 3PMSF e quattro stagioni
L’indicazione M+S sulla spalla identifica gli pneumatici destinati a fango e neve. Il simbolo 3PMSF, formato da un fiocco di neve inserito in una montagna a tre cime, segnala invece il superamento di prove specifiche su fondi innevati.
Le coperture quattro stagioni possono essere una soluzione pratica per chi percorre soprattutto strade cittadine o vive in zone dal clima poco rigido. Devono comunque riportare la marcatura M+S e rispettare le caratteristiche previste per l’auto. Si tratta però di un compromesso: non raggiungono il rendimento delle invernali con il freddo intenso né quello delle estive nei mesi più caldi.
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