Ohio e Texas, il voto frena l’espansione dei data center
Le consultazioni locali in Ohio hanno imposto limiti ai nuovi impianti, mentre in Texas la protesta ha premiato Gina Hinojosa
Un sondaggio Cnbc indica che il 56% degli elettori ha considerato i data center determinanti nella scelta, mentre il 62% di questo gruppo ha preferito i Democratici. Gli exit poll Nbc mostrano inoltre che il 76% dei votanti è contrario a nuovi impianti nella propria comunità e il 57% prevede effetti dell’intelligenza artificiale più negativi che positivi. In Texas James Talarico ha conquistato un seggio al Senato e Gina Hinojosa è diventata la prima governatrice latina dello Stato, raccogliendo anche consensi tra repubblicani delle aree rurali.
Alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, la protesta contro i data center ha accompagnato la vittoria democratica.
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La frenata del Texas
Gina Hinojosa ha conquistato il governatorato del Texas battendo Greg Abbott e riportando un democratico alla guida dello Stato dopo oltre trent’anni di amministrazioni repubblicane. L’ultima governatrice democratica era stata Ann Richards.
Durante la campagna, Hinojosa ha collegato la sua proposta su costo della vita, scuola pubblica e corruzione alla crescita delle grandi strutture informatiche. Ha chiesto di sospendere l’autorizzazione di nuovi data center fino all’introduzione di regole più rigide, con maggiori poteri per gli enti locali, meno agevolazioni e obblighi di trasparenza sull’impiego di acqua ed elettricità.
Un tema oltre i partiti
Il malcontento per questi impianti non è rimasto confinato all’elettorato democratico. In Ohio anche il repubblicano Vivek Ramaswamy aveva sostenuto una pausa nella realizzazione di nuove strutture, mentre in Texas Abbott ha iniziato a prendere le distanze dall’espansione quando la protesta era ormai diventata un tema elettorale.
Un’analisi di Data Center Watch sulle posizioni pubbliche di 950 candidati, impegnati in 470 gare per Camera e Senato, mostra però una differenza netta tra i due schieramenti. Il 32,4% dei democratici aveva appoggiato un blocco temporaneo a livello federale, regionale o municipale, contro il 3,4% dei repubblicani; su regole meno severe le percentuali erano rispettivamente del 52,8% e del 43,7%.
Tra i candidati alla carica di governatore il divario si riduceva: sosteneva divieti o sospensioni il 58% dei democratici e il 30% dei repubblicani. In otto Stati, tra cui l’Ohio, entrambi i principali aspiranti avevano proposto almeno qualche limite. La protesta era quindi trasversale, ma i Democratici l’avevano trasformata più spesso in una posizione elettorale coerente.
I referendum dell’Ohio
L’Ohio è tra gli Stati che hanno attirato più investimenti nel settore: risultavano operativi oltre 200 data center, il quinto dato più elevato negli Stati Uniti, con altri progetti stimati per 40 miliardi di dollari entro il 2030. Secondo l’Office of the Ohio Consumers’ Counsel, i cantieri generano molti posti temporanei e un numero più contenuto di occupati stabili, mentre la richiesta di elettricità può far salire i costi della rete.
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Il 3 novembre, 18 comunità dell’Ohio hanno sottoposto agli elettori 21 quesiti sulla costruzione di nuovi impianti. In almeno 14 località sono passate norme restrittive o divieti: a Granville il sì ha raggiunto l’82,4%, a Sunbury il 78,6% e a Defiance il 64,7%. A Trenton il blocco ha ottenuto circa l’80%, mentre Perry ha chiesto, con oltre l’87% dei voti, garanzie economiche agli sviluppatori prima di concedere incentivi fiscali.
La questione locale si è intrecciata con la corsa al Senato. Sherrod Brown è stato rieletto sconfiggendo Jon Husted, nonostante Donald Trump avesse prevalso in Ohio nel 2024 con più di dieci punti di margine. La campagna democratica ha attribuito a Husted la responsabilità dell’espansione con cartelli che recitavano: «Vedete quel data center? Lo ha fatto Jon Husted».
Brown aveva proposto di cancellare i vantaggi fiscali per il comparto e di trasferire agli operatori il costo degli interventi necessari sulla rete elettrica. Husted aveva difeso gli incentivi e le ricadute economiche degli investimenti, salvo poi sostenere restrizioni quando l’opposizione nelle comunità è aumentata.
Energia, acqua e consenso
La corsa all’intelligenza artificiale ha reso i data center molto più visibili rispetto al passato. Le strutture richiedono grandi quantità di energia, possono utilizzare molta acqua per il raffreddamento e impongono il potenziamento degli impianti elettrici, con effetti potenziali sulle bollette dei residenti.
Il tema si è sommato ad altri motivi della vittoria democratica: l’aumento del costo della vita, il conflitto con l’Iran, il giudizio negativo su Donald Trump e le accuse di corruzione. I Democratici si sono assicurati entrambe le camere del Congresso e hanno ottenuto risultati positivi anche in territori che due anni prima avevano sostenuto Trump con margini superiori ai dieci punti.
Attribuire il successo di Brown soltanto alla protesta contro i data center sarebbe però una semplificazione. Il voto dell’Ohio ha seguito la tendenza nazionale, ma la coincidenza tra referendum locali, campagna per il Senato e opposizione agli impianti indica che il settore tecnologico è diventato un tema politico concreto per le comunità coinvolte.
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