Meteo su Roma.

Tecnologia 3 min di lettura1 ora fa

Ocarina of Time, il remake arriva su Switch 2

Grafica rinnovata, comandi più agili e musiche orchestrali accompagnano il ritorno dell’avventura Nintendo del 1998

The Legend of Zelda: Ocarina of Time è disponibile dal 5 novembre su Nintendo Switch 2 in una versione rinnovata.

Offerta del giorno5 novembre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 56 giorni
*********


Un limite per i veterani

Il rifacimento non comprende Master Quest, la variante già apparsa in altre edizioni con ambienti e dungeon modificati. Per chi conosce bene l’avventura, questa assenza rappresenta il principale elemento mancante del nuovo progetto.

Il resto del lavoro punta soprattutto a rendere il gioco più accessibile a chi non lo ha mai affrontato. Anche chi nel 1998 giocava su PlayStation, PC o su altre piattaforme può ora avvicinarsi più facilmente a un titolo rimasto per quasi trent’anni al centro dei discorsi degli appassionati.


Le idee che hanno fatto scuola

La fama di Ocarina of Time non dipende soltanto dai ricordi. Giocando si riconoscono meccaniche che hanno influenzato per anni le avventure tridimensionali: il sistema per fissare un bersaglio durante i combattimenti, la regia degli ambienti e l’apprendimento di nuove azioni attraverso gli enigmi.

Molti di questi elementi oggi sembrano familiari proprio perché sono stati ripresi da numerosi giochi successivi. Ritrovarli nella loro forma originaria permette di capire quanto fosse solida la struttura progettata per il debutto su Nintendo 64 nel 1998.


Hyrule tra fiaba e inquietudine

L’avventura conserva un tono difficile da incasellare. Link è un bambino cresciuto nella foresta, costretto a lasciare il proprio ambiente per affrontare una minaccia enorme; con lui ci sono la principessa Zelda e l’avversario Ganondorf. Accanto agli elementi della fiaba compaiono però creature grottesche, luoghi sinistri e situazioni capaci di passare rapidamente dalla meraviglia al disagio.

Il cambio di età del protagonista modifica anche il rapporto con il regno. Quando Link torna in un luogo già conosciuto, trova persone, abitudini e paesaggi trasformati dal tempo trascorso. L’ocarina consente inoltre di intervenire sul mondo attraverso le melodie apprese durante il viaggio, fino a influenzare spostamenti e momenti diversi della storia.


Una veste grafica più ricca

La nuova resa visiva dà profondità a ruscelli, panorami, caverne e dungeon, trasformando ambienti prima composti da pochi poligoni in spazi più leggibili e piacevoli da osservare. I materiali risultano più consistenti, mentre i personaggi mantengono forme volutamente artificiali e fisionomie lontane dal realismo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Nintendo ha indicato nel teatro di marionette e negli effetti pratici cinematografici alcuni riferimenti estetici del remake. Il risultato accentua l’identità particolare di Hyrule: il paesaggio può apparire incantevole, ma al suo interno trovano posto abitanti buffi, inquietanti o entrambe le cose nello stesso momento.


Comandi più semplici

L’aggiornamento più evidente riguarda anche il modo di giocare. La telecamera può essere orientata liberamente, Link dispone di un pulsante dedicato per saltare e l’uso degli oggetti richiede meno passaggi nei menu.

Nel Tempio dell’Acqua, per esempio, la possibilità di alternare rapidamente gli stivali che fanno affondare Link riduce le interruzioni dell’avventura. Sono modifiche oggi comuni, ma rendono più scorrevole l’esplorazione e lasciano più attenzione agli enigmi e agli ambienti.


Esplorazione e ritmo dell’avventura

La progressione resta legata alla scoperta di nuovi strumenti. Un oggetto può aprire un varco precedentemente irraggiungibile, dare un significato a un elemento incontrato molto prima oppure suggerire un modo diverso di leggere una stanza. Nei templi e nei dungeon, il giocatore deve orientarsi tra collegamenti, prospettive e funzioni dell’equipaggiamento.

Il gioco non accompagna passo dopo passo, ma propone indizi sufficienti per incoraggiare tentativi e osservazione. Alcuni passaggi richiedono pazienza e l’ambientazione ha confini più marcati rispetto a Breath of the Wild o Tears of the Kingdom. La scala più compatta, però, aiuta a memorizzare i luoghi e a tornarci quando si ottiene lo strumento adatto.


Musica e memoria

La colonna sonora torna con nuovi arrangiamenti orchestrali. Le melodie non svolgono soltanto una funzione d’accompagnamento: vengono imparate e utilizzate dal giocatore per modificare ciò che accade nel mondo di gioco.

Questa versione permette così di osservare meglio un’avventura che continua a funzionare su due piani. Per chi la conosce, il dettaglio grafico riporta alla memoria luoghi e personaggi; per chi la affronta oggi per la prima volta, offre l’occasione di scoprire direttamente le idee che hanno reso Ocarina of Time un riferimento della storia dei videogiochi.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere