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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Neuralink supera il limite: il cursore vola a 11,32 bit/s

Il controllo di un computer attraverso i segnali cerebrali ha raggiunto un nuovo traguardo: nei test di Neuralink, la velocità di gestione del cursore è arrivata a 11,32 bit al secondo.

Il controllo di un computer attraverso i segnali cerebrali ha raggiunto un nuovo traguardo: nei test di Neuralink, la velocità di gestione del cursore è arrivata a 11,32 bit al secondo. Il risultato si inserisce in una serie di progressi che mostrano le potenzialità delle interfacce tra cervello e computer, comprese quelle sperimentate con pazienti affetti da SLA.


Un cursore più rapido e preciso

Il limite indicato dall'azienda di Elon Musk riguarda la capacità del sistema di tradurre l'attività neurale in comandi per il computer. L'obiettivo non è soltanto aumentare la velocità, ma anche rendere l'interazione più affidabile per chi non può utilizzare normalmente mouse o tastiera.

Tra i risultati già ottenuti figura anche il caso di un paziente con SLA riuscito a produrre parole attraverso un sintetizzatore vocale, facendo leva esclusivamente sull'intenzione. Il dispositivo interpreta i segnali cerebrali e li converte in un output comprensibile.


La sfida dei segnali instabili

Per gli impianti di questo tipo resta però un problema importante: nel tempo, l'attività dei neuroni può cambiare. Di conseguenza, il sistema deve essere riaccordato con frequenza per continuare a collegare correttamente i segnali del cervello ai movimenti del cursore.

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Neuralink sta cercando di ridurre questa necessità attraverso un modello neurale addestrato su oltre 50.000 ore di attività cerebrale raccolta dai partecipanti agli studi clinici. Il sistema dovrebbe imparare schemi più generali, senza dipendere in modo eccessivo dai segnali provenienti da singoli neuroni.


Un modello pensato per durare

La strategia punta quindi a migliorare la continuità d'uso degli impianti. Se il modello riuscirà a riconoscere configurazioni ricorrenti anche quando i segnali individuali variano, il controllo potrebbe richiedere meno interventi di calibrazione.

Il traguardo degli 11,32 bit al secondo rappresenta così non solo un record di velocità, ma anche un banco di prova per la stabilità della tecnologia. I dati raccolti durante le sperimentazioni serviranno a verificare quanto il nuovo approccio possa funzionare su periodi più lunghi e con persone diverse.

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