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Tecnologia 1 min di lettura3 ore fa

Miyamoto cambia tono sull’AI: più spazio alla creatività nei videogiochi

Il creatore giapponese, prossimo all’Ordine della Cultura, ha mostrato maggiore apertura verso l’intelligenza artificiale applicata allo sviluppo dei giochi.

Shigeru Miyamoto riceverà il 3 novembre l’Ordine della Cultura, uno dei più importanti riconoscimenti giapponesi, dalle mani dell’imperatore Naruhito. L’onorificenza rende ancora più significativo il suo intervento sul possibile impiego dell’intelligenza artificiale nella realizzazione dei videogiochi.

La posizione espressa dal celebre autore è apparsa meno prudente rispetto a quella assunta qualche anno fa. Pur mantenendo toni cauti, Miyamoto ha approfondito un tema sempre più centrale per l’industria e ha lasciato emergere una maggiore disponibilità a considerare l’AI come uno strumento utile al processo creativo.

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Miyamoto riceverà un’onorificenza storica

La cerimonia è prevista per il 3 novembre e segnerà un primato per il settore videoludico. Miyamoto sarà infatti il primo rappresentante dell’industria dei videogiochi a ottenere l’Ordine della Cultura, riconoscimento istituito nel 1937 per premiare persone che hanno dato un contributo rilevante alla crescita culturale del Giappone.

L’annuncio arriva in occasione della conferenza stampa dedicata proprio al premio. In quel contesto, oltre a parlare del riconoscimento, Miyamoto ha affrontato anche la questione dell’intelligenza artificiale, evitando di limitarsi alle dichiarazioni molto prudenti rilasciate in precedenza.

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L’intelligenza artificiale vista come supporto

Secondo l’impostazione illustrata da Miyamoto, l’AI potrebbe aiutare a ridurre il peso di alcune attività legate alla produzione dei videogiochi. Il tempo e le risorse recuperati potrebbero così essere destinati con maggiore attenzione agli aspetti creativi dei titoli.

Non si tratta, almeno per quanto emerso dalla conferenza, di una piena adesione senza riserve. Il creatore giapponese ha però mostrato un atteggiamento più aperto verso questa tecnologia, riconoscendone il possibile ruolo nel sostenere il lavoro degli sviluppatori e nel lasciare più spazio alla creatività.

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