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Tecnologia 1 min di lettura13 ott

Microsoft: l’AI corre, ma i controlli restano indietro

Brad Smith richiama il divario tra la rapidità dei sistemi intelligenti e l’assenza di standard internazionali vincolanti per le tecnologie più avanzate.

Un cartone di latte e una lavatrice possono essere sottoposti a verifiche più stringenti di alcuni sofisticati sistemi di intelligenza artificiale. È il paradosso evidenziato da Brad Smith, presidente di Microsoft, per descrivere quanto le regole sulla sicurezza tecnologica siano rimaste indietro rispetto all’evoluzione dell’AI.

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L’autonomia aumenta il rischio

Il problema non riguarda più soltanto strumenti capaci di rispondere a una domanda o generare contenuti. Gli agenti di intelligenza artificiale possono infatti eseguire attività in autonomia, collegarsi a servizi presenti online e adottare decisioni senza una supervisione umana costante.

Questa capacità amplia le possibilità d’impiego, ma rende anche più delicato il tema dei controlli. Se un sistema agisce direttamente su piattaforme e servizi, eventuali errori o comportamenti imprevisti possono produrre conseguenze senza che una persona intervenga immediatamente.

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Smith chiede regole globali

Smith ha sollevato la questione durante un’intervista alla BBC, sostenendo la necessità di intervenire con urgenza sul piano internazionale. Il dirigente di Microsoft ha indicato come obiettivo l’introduzione di norme comuni e vincolanti per governare lo sviluppo e l’utilizzo delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

Il confronto con il latte e gli elettrodomestici punta a rendere evidente la sproporzione tra la natura potenzialmente molto più incisiva dell’AI e il livello di disciplina applicato ad alcuni suoi sistemi. Secondo l’allarme lanciato da Smith, la velocità con cui queste soluzioni diventano più potenti sta superando quella dei processi con cui governi e istituzioni definiscono gli standard di sicurezza.

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