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Tecnologia 1 min di lettura19 ore fa

Meta, la scommessa da 600 miliardi: chi pagherà l’AI

Il gruppo punta sulle imprese per trasformare l’enorme spesa in infrastrutture artificiali in una nuova fonte di ricavi oltre alla pubblicità.

Il nuovo Meta Enterprise Platform è destinato a diventare uno dei cardini della strategia aziendale. A guidarlo sarà Chirantan “CJ” Desai, scelto da Mark Zuckerberg come responsabile della piattaforma dedicata al mondo delle imprese.


La sfida è trovare nuovi ricavi

L’incarico affidato a Desai si inserisce nella ricerca di un modello economico capace di sostenere l’espansione nell’intelligenza artificiale. Zuckerberg ha infatti indicato per Meta un impegno finanziario vicino ai 600 miliardi di dollari nei prossimi due anni, pari a circa 510 miliardi di euro al cambio riportato.

Una quota rilevante di questa somma servirà a realizzare centri dati e altre infrastrutture necessarie per mettere a disposizione una capacità di calcolo sempre maggiore. Il nodo per il gruppo non riguarda quindi soltanto la tecnologia, ma anche il modo in cui convertirla in entrate concrete.

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Dalla pubblicità alle aziende

Finora Meta ha costruito il proprio business su un meccanismo relativamente lineare: mantenere gratuiti i servizi usati da miliardi di persone e vendere agli inserzionisti l’accesso a quel vastissimo pubblico. L’intelligenza artificiale sta però aumentando i costi e spingendo l’azienda a individuare un ulteriore motore di crescita.

Il settore delle imprese rappresenta una delle strade individuate per raggiungere questo obiettivo. Con Meta Enterprise Platform, il gruppo punta a creare un’offerta rivolta al mercato aziendale e a fare della nuova struttura un pilastro aggiuntivo rispetto al modello fondato sugli introiti pubblicitari.

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