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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Memorie, la domanda non finirà con l’AI: ora avanzano i robot

Sanjay Mehrotra, amministratore delegato di Micron, prevede una domanda strutturalmente più alta per RAM e archiviazione, sostenuta anche dai robot umanoidi.

Il calo degli ordini da parte dei colossi dell’intelligenza artificiale non basterebbe, secondo Sanjay Mehrotra, a riportare i prezzi delle memorie ai livelli precedenti alla crisi. Il vertice di Micron vede infatti un nuovo fronte di domanda già pronto a espandersi: quello dei robot umanoidi.


I robot possono sostituire l’AI

OpenAI, Anthropic e gli altri operatori del settore potrebbero anche ridurre o interrompere gli acquisti di componenti. In quel caso, però, le aziende impegnate nello sviluppo di macchine antropomorfe sarebbero pronte ad assorbire una parte rilevante della produzione.

La corsa è già iniziata: i produttori stanno cercando moduli di memoria da installare nei robot destinati agli stabilimenti industriali e, in prospettiva, agli ambienti domestici. Per Mehrotra, questa evoluzione rende poco realistico immaginare un ritorno alla situazione pre-crisi.


Ogni umanoide richiede molta memoria

Le stime attribuite al dirigente di Micron indicano un fabbisogno di almeno 200 GB di RAM per ciascun robot, insieme a diversi TB di memoria per conservare i dati. Una dotazione necessaria per elaborare localmente le informazioni e reagire a ciò che accade nello spazio circostante.

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Il riferimento è alle funzioni di intelligenza spaziale, cioè alla capacità di interpretare l’ambiente, muoversi al suo interno e interagire con oggetti e persone. Più queste operazioni verranno svolte direttamente sul dispositivo, maggiore sarà la quantità di memoria richiesta.


AMD punta sulle applicazioni concrete

La centralità dell’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico emerge anche dall’acquisizione di World Labs da parte di AMD. L’operazione, annunciata per 8,6 miliardi di dollari, si inserisce nello sviluppo di tecnologie capaci di comprendere e rappresentare gli ambienti reali.

Il possibile ridimensionamento degli investimenti nell’AI generativa, dunque, non coincide necessariamente con una frenata per il comparto delle memorie. La crescita dei robot umanoidi potrebbe aprire un nuovo ciclo di ordini, mantenendo alta la pressione su RAM e sistemi di archiviazione.

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