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Tecnologia 1 min di lettura2 ore fa

Memoria Apple, costi aumentati del 550% dal 2023

La domanda dei data center ha rafforzato i fornitori, riducendo il potere negoziale dell’azienda di Cupertino.

Apple deve affrontare un aumento del 550% nei costi della memoria destinata a iPhone e Mac rispetto al 2023. La crescita della domanda da parte dei centri dati ha cambiato gli equilibri tra l’azienda e i produttori di componenti.

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La pressione sui costi

La memoria per l’archiviazione è un elemento essenziale dei dispositivi Apple. Il rincaro registrato negli ultimi anni incide quindi su una componente utilizzata sia negli smartphone sia nei computer della società.

L’aumento non riguarda soltanto il prezzo finale della memoria, ma anche il rapporto contrattuale con i fornitori. Apple, che in passato disponeva di maggiore capacità negoziale, oggi deve confrontarsi con condizioni meno favorevoli.

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Il peso dei centri dati

A spingere il mercato è soprattutto la richiesta dei centri dati, che necessitano di quantità crescenti di memoria. Questa domanda ha dato ai produttori una posizione più forte nelle trattative con i grandi clienti tecnologici.

Per anni Cupertino aveva potuto esercitare un’influenza significativa sui prezzi dei componenti. L’attuale disponibilità dei fornitori a dettare condizioni diverse ha però ridotto quel margine, lasciando ad Apple un controllo più limitato sui costi della memoria.

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