Marte e Luna, la svolta dei reattori: cosa cambia per la NASA
L’accordo tra NASA e Dipartimento dell’Energia statunitense punta a sviluppare combustibili e reattori nucleari per sostenere le future missioni nello spazio profondo.
Le missioni verso Marte e la permanenza sulla Luna si scontrano con un problema decisivo: produrre energia lontano dalla Terra. I pannelli solari perdono rendimento con l’aumentare della distanza dal Sole e, sul nostro satellite, devono affrontare notti lunghe circa 14 giorni terrestri.
Per questo la NASA guarda alla fissione nucleare come possibile supporto alle future attività spaziali. L’obiettivo è superare i limiti delle tecnologie oggi disponibili senza affidarsi soltanto all’energia solare o ai grandi quantitativi di propellente richiesti dai razzi chimici.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La Luna mette alla prova il solare
I pannelli fotovoltaici rappresentano una soluzione già utilizzata nello spazio, ma la loro efficacia dipende dalla quantità di luce disponibile. Allontanandosi dal Sole, l’energia che possono fornire diminuisce progressivamente, rendendo più complessa l’alimentazione delle missioni dirette verso destinazioni lontane.
Sulla Luna il problema assume una forma diversa: l’alternanza tra giorno e buio comprende periodi notturni della durata di circa due settimane terrestri. In quelle fasi, le apparecchiature e le eventuali basi non potrebbero contare sul contributo diretto della luce solare, aumentando la necessità di sistemi energetici alternativi.
Accordo per combustibili e reattori
Un’intesa firmata da NASA e Dipartimento dell’Energia statunitense l’8 ottobre 2026 prevede una collaborazione dedicata proprio a questo scenario. L’accordo dovrebbe diventare operativo il 1° novembre 2026 e riguarda più fasi dello sviluppo della tecnologia nucleare destinata allo spazio.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Nel programma rientrano la produzione dei combustibili nucleari, le prove sui reattori e il loro possibile inserimento nei veicoli spaziali del futuro. Il progetto non si limita quindi alla realizzazione del reattore, ma comprende anche gli elementi necessari per portarlo a bordo e utilizzarlo durante le missioni.
Dai razzi alle basi permanenti
I razzi chimici restano indispensabili per raggiungere lo spazio, ma richiedono quantità molto elevate di propellente. La disponibilità di una fonte energetica nucleare potrebbe quindi affiancare i sistemi di lancio e sostenere attività più lunghe una volta raggiunta la destinazione.
L’ipotesi riguarda soprattutto gli obiettivi più impegnativi dell’esplorazione spaziale: il viaggio verso Marte, lo studio dei pianeti più lontani e la costruzione di insediamenti permanenti sulla Luna. Per ora, l’accordo avvia il percorso di sviluppo e sperimentazione; l’impiego concreto dei reattori dipenderà dalle prossime fasi tecniche.
Continua a leggere
Robot umanoidi, la svolta per superare gli ostacoli in tempo reale
PASSAGE di Galbot consente alle macchine di valutare l’ambiente e scegliere se scavalcare, abbassarsi o ruotare il corpo per avanzare.
PS5, Linux supera il vecchio limite: la svolta per le console modificate
La possibilità di avviare Linux su PlayStation 5 si allarga sensibilmente grazie a pLinux5-NG, un nuovo caricatore d’avvio dedicato alle console sottoposte a jailbreak.
Memorie, la svolta non è vicina: cosa può accadere entro il 2029
Gli investimenti per aumentare la produzione sono già partiti, ma la crisi potrebbe durare ancora anni prima di lasciare spazio a un eccesso di offerta.
Foto su Windows 11, la svolta che avvicina il PC allo smartphone
La nuova app di Microsoft riunisce immagini locali e cloud, aggiunge filtri intelligenti e punta su un’esperienza più vicina alle gallerie mobile.