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Tecnologia 2 min di lettura2 giorni fa

Kernel Linux, il muro dei 10 secondi è sempre più vicino

Un sistema AMD da 128 core ha ridotto la compilazione del kernel a 15 secondi: nuove ottimizzazioni potrebbero accorciare ancora il divario.

Il traguardo dei 10 secondi per compilare l’intero kernel Linux non è più soltanto teorico. Su una macchina di fascia workstation o server, il test è stato completato in 15 secondi, un risultato che avvicina sensibilmente l’obiettivo e mostra quanto possano incidere sia la potenza dei chip sia il lavoro di ottimizzazione del software.


Una macchina lontana dai normali uffici

La prova è stata realizzata da Michael Larabel, fondatore di Phoronix, che da anni utilizza la compilazione del kernel come parametro per valutare le prestazioni dei sistemi. La piattaforma impiegata disponeva di due AMD EPYC 9575F da 64 core ciascuno: complessivamente 128 core e 256 thread.

A completare la configurazione c’erano 1,5 TB di memoria DDR5-6400, distribuiti su 24 moduli da 64 GB, oltre a un SSD Samsung PM1743 da 3,84 TB collegato tramite PCIe 5.0. Il sistema operativo scelto era Ubuntu 26.04 LTS, su una piattaforma con caratteristiche decisamente più vicine al settore enterprise che a un normale computer da ufficio.


Le patch hanno tolto sette secondi

Il risultato non dipende soltanto dall’hardware. Un contributo importante è arrivato dagli aggiornamenti realizzati da Lorenzo Stoakes, sviluppatore del kernel Linux specializzato nella gestione della memoria: le versioni più recenti delle sue patch hanno ridotto il tempo necessario alla compilazione di circa 7 secondi.

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Con il profilo defconfig, il passaggio è stato infatti da 22 a 15 secondi. La combinazione tra processori con un elevato numero di core, sottosistemi veloci e codice più efficiente lascia quindi intravedere la possibilità di scendere sotto quota 10 secondi già con le prossime generazioni di chip, almeno sui sistemi più potenti.


Il limite resta ancora selettivo

Per la maggior parte degli utenti, si tratta comunque di un traguardo osservato da lontano. Una configurazione con 1,5 TB di RAM, due processori server e archiviazione PCIe 5.0 non rappresenta una dotazione realistica per un comune ambiente di lavoro.

Il test ha però valore come indicatore dell’evoluzione complessiva della piattaforma Linux. Hardware sempre più rapido, interventi mirati sul kernel e strumenti software più avanzati, compresi quelli legati all’intelligenza artificiale, potrebbero rendere possibile in futuro una compilazione sotto i 10 secondi.

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