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Tecnologia 1 min di lettura53 min fa

Il frigorifero che sfida la logica: raffredda usando il fuoco

Un prototipo controllato anche tramite Arduino porta il vano interno a circa 5 °C sfruttando calore, acqua e cloruro di calcio al posto del compressore elettrico.

Sembra un controsenso: impiegare una fiamma per ottenere aria fredda. Eppure il prototipo realizzato da Greenhill Forge dimostra che il principio può funzionare, almeno in condizioni sperimentali. Durante le prove, il vano destinato agli alimenti ha raggiunto circa 5 °C partendo da una stanza a 16 °C.

Il dispositivo non vuole ancora essere un’alternativa ai frigoriferi domestici. Si tratta infatti di un esperimento, realizzato anche con l’ausilio di Arduino, e il suo rendimento energetico resta lontano dagli standard dei modelli tradizionali.

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Il calore prende il posto del compressore

Alla base del progetto c’è la refrigerazione ad adsorbimento, una tecnica conosciuta da tempo. In questo caso non viene utilizzato il compressore elettrico normalmente impiegato per aumentare la pressione del refrigerante: il ciclo viene alimentato da una fonte di calore.

Il sistema comprende soprattutto un generatore e un adsorbitore. Nel primo si trova una miscela di acqua distillata e cloruro di calcio, un sale che si scioglie nell’acqua. Quando il bruciatore riscalda la soluzione, una parte dell’acqua si trasforma in vapore e percorre un condotto fino al condensatore.

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L’evaporazione produce il freddo

Nel condensatore il vapore torna liquido. L’acqua passa poi attraverso una valvola di laminazione regolabile e raggiunge l’evaporatore, dove la pressione viene mantenuta intorno ai 6 millibar.

Un valore così basso permette all’acqua di evaporare a una temperatura molto inferiore rispetto alle condizioni normali. Durante il passaggio allo stato gassoso, il liquido assorbe energia termica dall’interno del vano: è proprio questo scambio a provocare il raffreddamento.

Il risultato ottenuto nei test conferma quindi la validità del meccanismo fisico, ma non basta a trasformare il prototipo in un elettrodomestico pronto per l’uso quotidiano. Restano da valutare soprattutto efficienza, praticità e sicurezza del funzionamento con una sorgente di calore.

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