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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Clima, il ritorno a 1,5°C è ancora possibile: la sfida decisiva

L’ONU prevede un temporaneo sforamento fino a 1,8°C, ma indica le riduzioni delle emissioni necessarie per rientrare entro la fine del secolo.

Il limite fissato dall’Accordo di Parigi sarà probabilmente superato, ma non sarebbe ancora una condanna definitiva. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ridurre rapidamente le emissioni potrebbe contenere l’aumento della temperatura e riportarlo sotto 1,5°C entro il 2100, anche se con una probabilità stimata al 50%.

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Il riscaldamento può ancora rientrare

Lo scenario delineato nel rapporto “Il divario delle emissioni 2026: il punto di ritorno” prevede un picco del riscaldamento entro il 2050. L’incremento massimo rispetto all’epoca preindustriale si collocherebbe tra 1,7 e 1,8°C, quindi tra 0,2 e 0,3°C oltre la soglia indicata dagli accordi internazionali.

Dopo il picco, tuttavia, sarebbe possibile invertire la tendenza e tornare al di sotto di 1,5°C prima della fine del secolo. Il risultato dipenderebbe dalla rapidità e dall’ampiezza dei tagli alle emissioni, oltre che dall’applicazione concreta delle politiche promesse dai governi.


I piani attuali non bastano

Per raggiungere l’obiettivo, le emissioni globali di gas serra dovrebbero diminuire, rispetto ai livelli del 2025, del 18% entro il 2030, del 45% entro il 2045 e del 69% entro il 2040. Le percentuali indicate nel rapporto mostrano la dimensione della trasformazione richiesta sul piano energetico, industriale e dei consumi.

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Anche nell’ipotesi in cui tutti i contributi determinati a livello nazionale fossero rispettati integralmente, la riduzione prevista sarebbe molto più contenuta: tra il 5 e l’8% entro il 2030 e tra l’11 e il 15% entro il 2035. Il divario tra gli impegni odierni e il percorso necessario resta quindi ampio.


L’appello di António Guterres

Il Segretario generale dell’ONU António Guterres ha sottolineato che il documento chiarisce “cosa serve per riportare le temperature al di sotto di 1,5 gradi entro la fine del secolo”. Il messaggio è rivolto ai governi, chiamati a rafforzare gli obiettivi climatici e a trasformarli in misure effettive.

Il rapporto invita dunque a non considerare il superamento della soglia come un punto di non ritorno. Limitare sia l’entità sia la durata dello sforamento rimane, secondo l’ONU, una possibilità concreta, ma richiede una riduzione delle emissioni molto più incisiva rispetto a quella oggi prevista dai piani nazionali.

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