Home Assistant cambia rotta: il “Cloud” diventa Link
Il nuovo nome critica il modello delle grandi piattaforme online, ma lascia invariati prezzo e funzioni dell’abbonamento per la casa intelligente.
Il servizio in abbonamento di Home Assistant cambia denominazione e prende le distanze dall’idea tradizionale di “cloud”. Da oggi Home Assistant Cloud si chiama Home Assistant Link: una scelta voluta dal fondatore Paulus Schoutsen per ribadire la centralità del controllo locale e limitare la dipendenza dai server delle aziende tecnologiche.
Il nome cambia, il servizio resta
Sul piano pratico, per gli abbonati non arrivano modifiche sostanziali. Link continua a offrire l’accesso a distanza alla piattaforma, l’integrazione con Alexa e Google Assistant, i salvataggi di sicurezza cifrati e gli strumenti per il riconoscimento vocale.
Resta uguale anche il costo mensile, fissato in Italia a 7,50 euro. Il cambio di nome, quindi, non coincide con un nuovo piano tariffario né con una revisione delle funzioni incluse: rappresenta soprattutto una presa di posizione sul modo in cui viene utilizzata la parola “cloud”.
Schoutsen critica il modello online
Secondo Paulus Schoutsen, oggi questo termine richiama spesso un ecosistema basato su servizi chiusi, prodotti che possono essere abbandonati dai produttori e dati personali trasferiti di continuo su infrastrutture remote. La scelta di Home Assistant nasce dalla volontà di proporre un modello diverso, fondato su maggiore autonomia degli utenti.
La piattaforma, infatti, non sposta l’intera gestione della casa sui server di un’azienda. Il software funziona su un dispositivo installato nell’abitazione e controlla localmente apparecchi e automazioni, all’interno della rete domestica.
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Link fa da ponte sicuro
In questo schema, Home Assistant Link svolge un compito più circoscritto: permette di raggiungere il sistema anche quando ci si trova fuori casa. Il servizio non sostituisce quindi l’elaborazione locale, ma crea un collegamento protetto tra l’utente e l’installazione domestica.
A gestire il servizio è Nabu Casa, partner commerciale del progetto. Le comunicazioni sono cifrate e, secondo l’impostazione descritta da Home Assistant, impediscono agli stessi operatori di leggere le informazioni degli utenti.
I ricavi sostengono il progetto
Un ulteriore elemento distintivo riguarda la destinazione di una parte consistente dei profitti. Le entrate generate dall’abbonamento contribuiscono infatti alle attività della Open Home Foundation, organizzazione senza scopo di lucro che supervisiona lo sviluppo della piattaforma.
Il nuovo nome riassume così la direzione scelta da Home Assistant: mantenere dispositivi e automazioni sotto il controllo della rete domestica, utilizzando un servizio esterno soltanto per rendere sicuro l’accesso da remoto.
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