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Tecnologia 1 min di lettura1 ora fa

Clippy riappare e inganna tutti: violato l’account Microsoft su X

Un profilo non autorizzato legato alla mascotte di Office ha trasformato l’account dell’azienda in un’esca per una campagna sospetta sulle criptovalute.

La nostalgia per Clippy è diventata il grimaldello di una truffa digitale. L’account ufficiale Microsoft su X è stato infatti compromesso e, per un periodo, ha diffuso contenuti collegati a una criptovaluta senza alcun rapporto ufficiale con l’azienda.


La falsa rinascita della mascotte

L’anomalia è emersa quando il profilo Microsoft ha cominciato a interagire con l’account @clippymsftcto, poi sospeso. Tra i messaggi ricondivisi compariva anche una domanda rivolta agli utenti: quanti “Mi piace” sarebbero serviti per riportare Clippy in attività.

Il riferimento poteva sembrare plausibile. Microsoft ha più volte giocato sull’eventuale ritorno dell’assistente animato, sfruttandone la popolarità in pubblicazioni sui social, campagne promozionali e richiami presenti nei propri prodotti. Proprio questa consuetudine avrebbe reso il contenuto più credibile agli occhi del pubblico.


L’account aziendale era stato violato

Le verifiche successive hanno però escluso qualsiasi legame ufficiale tra Microsoft e il profilo dedicato a Clippy. Secondo quanto ricostruito, l’account sarebbe stato inserito in un’attività promozionale legata a una criptovaluta, con l’obiettivo di sfruttare la visibilità del marchio e della mascotte.

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Microsoft ha rimosso rapidamente i messaggi pubblicati durante l’incidente e ha confermato l’accaduto. L’azienda ha spiegato di aver individuato un accesso non autorizzato al proprio profilo su X e ha precisato che i contenuti comparsi in quella fase non erano stati pubblicati da suoi rappresentanti.

Il caso mostra quanto possa risultare efficace l’impiego di personaggi riconoscibili all’interno di campagne fraudolente. In questo episodio, il richiamo a Clippy e la lunga storia di ironia costruita attorno alla mascotte hanno contribuito a rendere credibile un’iniziativa che, in realtà, non proveniva da Microsoft.

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