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Tecnologia 1 min di lettura3 ore fa

Gregory Kurtzer crea Ginux con l’AI in 11 giorni

Il kernel x86-64 in Rust avvia Rocky Linux 10 grazie a una compatibilità parziale con l’ABI di Linux

Gregory Kurtzer ha realizzato Ginux, un nuovo kernel x86-64 sviluppato in Rust, in soli 11 giorni con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Il progetto non nasce come distribuzione Linux e non utilizza il kernel Linux.

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Un kernel indipendente

Ginux dispone di componenti propri per la memoria, i processi e la pianificazione delle attività. Include inoltre un filesystem, funzioni di rete e un sistema di supporto alle periferiche.

La compatibilità con l’ABI di Linux consente comunque di eseguire alcuni programmi senza apportare modifiche al loro codice. Il risultato più avanzato raggiunto finora è stato l’avvio di Rocky Linux 10 fino al livello multiutente gestito da systemd.

In questo caso Linux non opera sotto il sistema: è Ginux a fornire l’interfaccia necessaria affinché una parte dell’ambiente utente di Rocky Linux possa funzionare secondo le proprie aspettative.


Il metodo di sviluppo con l’AI

Kurtzer ha usato Ginux per sperimentare un modello che definisce Human-Directed Agentic Engineering, abbreviato in HDAE. L’essere umano stabilisce architettura, limiti, obiettivi intermedi, prove da superare e condizioni per chiudere ogni fase.

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All’agente artificiale spettano invece la produzione del codice, l’esecuzione del programma, i test, l’analisi degli errori e i nuovi tentativi. Per questo progetto lo sviluppatore ha impiegato un’unica attività persistente di OpenAI Codex basata su GPT-5.6 Sol.


Le dimensioni del progetto

Secondo i dati diffusi da Kurtzer, durante gli 11 giorni di lavoro l’agente ha generato circa 139mila righe complessive tra codice di implementazione e test. Il materiale è stato conservato all’interno del progetto.

L’esperimento mostra quindi un sistema operativo capace di offrire alcune funzioni compatibili con Linux, pur poggiando su un kernel autonomo e scritto in Rust.

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