Prodotti, l’Europa attiva il registro della loro identità digitale
Le aziende ricevono le istruzioni tecniche, mentre dal 18 febbraio 2027 scatta l’obbligo per alcune categorie di batterie.
Il passaporto digitale dei prodotti entra nella fase operativa. Il registro europeo è attivo dal 20 luglio e il 30 ottobre la Commissione europea ha pubblicato le istruzioni tecniche per collegare i sistemi delle aziende alla nuova infrastruttura.
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Come funzionerà il sistema
Il passaporto raccoglierà informazioni legate all’intero ciclo di vita di un bene: provenienza, materiali, sicurezza, prestazioni ambientali, possibilità di riparazione, riutilizzo e riciclo. I dati saranno organizzati in formato digitale e potranno essere consultati, con autorizzazioni diverse, da consumatori, produttori, riparatori, riciclatori, autorità di controllo e dogane.
L’accesso avverrà attraverso un supporto associato all’oggetto, come un codice QR. Inquadrandolo con lo smartphone, l’utente potrà raggiungere le informazioni previste per quella specifica categoria di prodotto. I contenuti non saranno uguali per tutti i beni: requisiti e scadenze verranno stabiliti dall’Unione europea con provvedimenti dedicati ai singoli comparti.
Il registro centrale non sarà un archivio completo di ogni informazione. La Commissione ha scelto un modello distribuito: il sistema europeo conserverà gli identificativi, i dati di registrazione e le informazioni generali, mentre i contenuti dettagliati resteranno a carico dell’impresa o di un fornitore specializzato.
L’azienda dovrà raccogliere i dati richiesti, creare il passaporto e registrarlo. A quel punto il sistema assegnerà un identificativo univoco. Per i prodotti importati, le autorità doganali potranno verificare elettronicamente la presenza di un passaporto valido; per quelli fabbricati nell’Unione, la registrazione dovrà avvenire prima dell’immissione sul mercato.
Le prime scadenze per le batterie
L’obbligo più vicino scatterà il 18 febbraio 2027 e riguarderà le batterie dei veicoli elettrici, quelle utilizzate nei mezzi di trasporto leggeri, come biciclette elettriche e monopattini, e gli accumulatori industriali oltre i 2 kWh. La soglia di capacità si applicherà soltanto a questi ultimi, mentre le altre due categorie saranno comprese indipendentemente dalla capacità.
Per le batterie il riferimento normativo è il regolamento europeo 2023/1542, non il regolamento sull’ecodesign sostenibile dei prodotti. La disciplina anticipa però l’uso della stessa struttura tecnica europea. Il registro e l’ambiente di prova sono già disponibili per le imprese, mentre restano da definire alcuni aspetti sull’accesso ai dati riservati.
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La tabella di marcia indica poi altri comparti. Ferro e acciaio figurano tra i primi interessati; nel 2027 dovrebbero seguire tessili, pneumatici e alluminio, nel 2028 i mobili e nel 2029 i materassi. Nell’elenco compaiono anche prodotti informatici e della comunicazione, compresa una parte dell’elettronica di consumo, oltre ad altri beni legati all’energia.
Il calendario non è definitivo, perché dipende dall’approvazione degli atti specifici. Dopo l’adozione dei provvedimenti delegati previsti dal regolamento europeo 2024/1781, gli operatori avranno comunque almeno 18 mesi per adeguarsi.
Standard e adeguamento delle aziende
A novembre 2026 la Commissione dovrebbe adottare una decisione sugli ultimi due degli otto standard necessari all’interoperabilità del sistema. I sei già pubblicati riguardano, tra gli altri aspetti, gli identificativi univoci, i sistemi di accesso, le interfacce di programmazione, i protocolli per lo scambio e la conservazione dei dati.
Il pacchetto diffuso il 30 ottobre contiene indicazioni per l’autenticazione, le specifiche tecniche delle interfacce, l’organizzazione semantica delle informazioni e il collegamento dei sistemi aziendali al registro. La documentazione spiega inoltre come registrare i passaporti, gestire gli errori e permettere a piattaforme diverse di interpretare i dati secondo criteri comuni.
L’impatto sulle imprese riguarderà l’intera filiera. Sarà necessario riunire informazioni oggi distribuite tra fornitori, sistemi di gestione aziendale, programmi per la produzione e strumenti dedicati alla gestione del ciclo di vita dei prodotti.
Tra le realtà impegnate in questo ambito c’è Tokenance, società tecnologica italo-svizzera fondata nel 2019 da Fulvio Magni. L’azienda sta sviluppando una piattaforma che abbina blockchain e intelligenza artificiale e collega il prodotto fisico a una sua controparte digitale, raggiungibile tramite codice QR o tecnologia NFC, con dati sull’autenticità del bene.
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