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Tecnologia 2 min di lettura2 ore fa

Gmail e Foto, la svolta di Google che può cambiare gli annunci

La nuova informativa apre all’uso di riepiloghi e informazioni ricavate dai dati condivisi con alcuni servizi, ma con limiti precisi e senza accesso diretto degli inserzionisti ai contenuti personali.

La posta elettronica, i documenti e le immagini dell’utente potrebbero contribuire alla personalizzazione della pubblicità su Google. La possibilità emerge dall’aggiornamento dell’informativa sulla privacy pubblicato il 16 ottobre e riguarda soprattutto chi autorizza i servizi dell’azienda a collegarsi ai propri dati per ricevere risposte più utili.

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La condivisione apre una nuova possibilità

Gmail, Google Drive e Google Foto restano fuori dal sistema pubblicitario quando non è stato concesso alcun accesso. La situazione cambia, invece, se l’utente permette a un servizio Google di consultare email, file o fotografie per ottenere suggerimenti costruiti sulle proprie informazioni.

Il riferimento principale è Personal Intelligence, la tecnologia che collega le applicazioni Google ai servizi basati sull’intelligenza artificiale. Una ricerca su un ristorante vicino all’albergo prenotato, per esempio, può tenere conto della conferma ricevuta tramite Gmail; gli stessi elementi elaborati per formulare il consiglio potrebbero anche incidere sulla scelta degli annunci, nei Paesi in cui sono attive pubblicità personalizzate.


Contenuti protetti, ma non del tutto esclusi

Google precisa che non analizza direttamente il testo delle caselle di posta o le raccolte di Google Foto per decidere quali inserzioni mostrare. A poter essere impiegati sono piuttosto sintesi, estratti e informazioni derivate dai contenuti ai quali la persona ha consentito l’accesso.

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Gli inserzionisti non possono aprire email, immagini o documenti privati. Inoltre, non ricevono dati identificativi come nome e indirizzo di posta elettronica senza un’autorizzazione specifica. Rimangono escluse dalla personalizzazione anche informazioni appartenenti a categorie delicate, tra cui salute, religione e orientamento sessuale.


In Italia la funzione non è ancora attiva

La modifica è presente anche nell’informativa valida nel nostro Paese, ma Personal Intelligence non è attualmente disponibile nello Spazio economico europeo, quindi nemmeno in Italia. La stessa limitazione vale per Regno Unito e Svizzera: agli utenti europei non è ancora consentito collegare questi contenuti alla Ricerca.

Nei territori in cui la funzione è operativa, il collegamento può essere gestito dalle impostazioni dell’account Google, nella sezione dedicata alla personalizzazione dei servizi di Ricerca. Da lì si possono separare Google Workspace e Google Foto oppure spegnere del tutto i suggerimenti personalizzati. La disconnessione, però, non elimina automaticamente i dati già conservati nella cronologia della Ricerca: quella parte deve essere cancellata attraverso un’impostazione distinta.

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