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Tecnologia 2 min di lettura5 ott

Fusione nucleare, la Cina brucia le tappe: BEST supera il 50%

Il reattore sperimentale in costruzione a Hefei dovrebbe essere completato nel 2027 e avviare le prime prove energetiche intorno al 2030.

La Cina sta portando avanti uno dei programmi più avanzati nel campo della fusione nucleare. A Hefei, il progetto BEST ha oltrepassato il 50% dell’assemblaggio e punta a verificare se una reazione ottenuta in laboratorio possa avvicinarsi a un impiego energetico concreto.


Il calendario entra nella fase decisiva

La conclusione dei lavori è fissata entro la fine del 2027. Le prime dimostrazioni collegate alla produzione di energia, invece, sono attese intorno al 2030: una scadenza importante, ma che non equivale ancora all’avvio di una centrale capace di fornire elettricità in modo stabile.

La fusione continua infatti a presentare una doppia difficoltà. Non basta innescare la reazione: occorre anche mantenerla sotto controllo e trasformarla in una fonte utilizzabile. Per questo il traguardo indicato per BEST rappresenta soprattutto un passaggio sperimentale, non la soluzione definitiva alla domanda energetica.


Come funziona il reattore cinese

BEST appartiene alla famiglia dei tokamak, impianti progettati per confinare il plasma senza permettergli di entrare in contatto diretto con le pareti interne. Il plasma viene portato a temperature estreme, mentre grandi magneti superconduttori producono il campo necessario a mantenerlo sospeso all’interno della camera a vuoto.

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È proprio in quella camera che dovrebbero verificarsi le reazioni di fusione. Intorno al sistema è inoltre previsto un apparato di schermatura termica, concepito per limitare la dispersione del calore e proteggere la struttura dalle condizioni operative particolarmente intense.


La promessa resta ancora sperimentale

La fusione riproduce il processo che alimenta le stelle e viene considerata una possibile strada per la produzione energetica del futuro, soprattutto mentre le fonti tradizionali mostrano limiti e costi sempre più pesanti. Il passaggio dalla ricerca alla generazione continua di elettricità, tuttavia, rimane ancora da dimostrare.

Con il superamento della metà dei lavori, BEST si colloca tra gli impianti più vicini a una fase operativa nel panorama internazionale. I risultati attesi entro il 2030 chiariranno quanto il progetto cinese sarà riuscito ad avvicinare la fusione a un utilizzo energetico effettivo.

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