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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Ferito e isolato, il salvataggio arriva dal cielo: la svolta ucraina

Un esacottero ha recuperato un militare bloccato in una posizione avanzata, inaugurando una possibile alternativa alle evacuazioni terrestri sotto il fuoco nemico.

Portare in salvo un soldato ferito con un grande drone resta un’operazione ad altissimo rischio. Il mezzo può essere colpito durante il tragitto oppure subire un’avaria mentre trasporta il militare, tanto che i produttori descrivono questo impiego come una soluzione da adottare soltanto in circostanze estreme.

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Un volo nato dall’emergenza

La missione ha riguardato un componente della 30ª Brigata meccanizzata, rimasto per quasi 500 giorni in una postazione avanzata. In quel periodo, il sostegno logistico gli arrivava tramite apparecchi senza pilota di dimensioni ridotte.

Una volta gravemente ferito, però, il militare non poteva essere raggiunto con i consueti mezzi terrestri. Mine, bombardamenti e sorveglianza continua da parte dei droni di ricognizione trasformavano il recupero in un’operazione troppo esposta per le squadre di soccorso.


L’esacottero ha aperto una strada

Per l’evacuazione è stato scelto un Heavy Shot AYUDAG 6, esacottero realizzato dall’impresa ucraina Gurzuf Defence. Il velivolo ha consentito di prelevare il soldato direttamente dall’area avanzata e di trasferirlo per via aerea, evitando il passaggio lungo un percorso terrestre controllato dal nemico.

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L’utilizzo di droni pesanti per il trasporto dei feriti potrebbe offrire una possibilità in più agli eserciti impegnati in zone dove i corridoi di evacuazione sono impraticabili. La tecnologia, tuttavia, non elimina i pericoli: il mezzo rimane esposto al fuoco avversario e un problema tecnico potrebbe compromettere l’intera operazione.


Kiev annuncia il primo recupero

Secondo l’esercito ucraino, si tratta del primo salvataggio militare condotto con questa modalità. L’esperimento arriva in un conflitto nel quale anche l’avvicinamento a un ferito può risultare più rischioso del raggiungimento di una posizione nemica.

L’operazione non rappresenta quindi una sostituzione immediata dei sistemi tradizionali, ma mostra come i droni possano essere impiegati anche per il trasporto di persone. La loro funzione, finora legata soprattutto a ricognizione e rifornimenti, si amplia così a un compito di soccorso sul campo di battaglia.

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