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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Europa, la sfida a Starlink parte da quattro operatori

Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone valutano una proposta comune per portare la connessione satellitare direttamente sugli smartphone nelle aree meno coperte.

L'alternativa europea a Starlink è ancora in fase preliminare, ma i principali operatori continentali hanno avviato un percorso comune. Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone puntano a sviluppare servizi capaci di collegare gli smartphone ai satelliti, soprattutto nei territori dove le reti tradizionali non arrivano o risultano insufficienti.

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L’accordo è ancora tutto da definire

Le quattro società hanno sottoscritto una lettera d’intenti con l’obiettivo di valutare un’offerta congiunta per l’assegnazione di frequenze radio. Il documento, tuttavia, non equivale a un’intesa conclusiva: al momento non esiste ancora un accordo definitivo tra gli operatori.

Resta soprattutto irrisolto il nodo dell’infrastruttura nello spazio. Nessun partner orbitale è stato selezionato e non è stata resa nota la società incaricata di mettere a disposizione la costellazione satellitare necessaria per fornire il servizio.


A terra il ruolo dei quattro operatori

Secondo l’impostazione prevista, Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone gestirebbero le infrastrutture terrestri e le attività di coordinamento e controllo della rete in Europa. La loro presenza commerciale e tecnica verrebbe quindi integrata con una tecnologia satellitare già disponibile.

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Le compagnie non sembrano intenzionate a finanziare direttamente la realizzazione di una propria costellazione. L’idea è affidarsi a un operatore specializzato, ancora da individuare, per la componente orbitale e concentrare le competenze dei quattro gruppi sulle attività a terra e sulla gestione del collegamento in Europa.


La copertura diretta dallo spazio

L’obiettivo è offrire una connessione satellitare direttamente agli smartphone, estendendo la disponibilità del servizio alle zone lontane dalle reti mobili convenzionali. Il progetto guarda dunque a un modello simile a quello già associato a Starlink di SpaceX, ma con una possibile regia industriale europea.

Prima di arrivare all’orbita terrestre bassa, però, saranno necessari ulteriori passaggi: dalla definizione dell’offerta sulle frequenze alla scelta del partner satellitare. Solo dopo queste decisioni sarà possibile capire se l’iniziativa potrà trasformarsi in un servizio operativo.

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