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Tecnologia 5 min di lettura2 ore fa

Epic e Disney, la scommessa IA: il gioco è già in ritardo

Il progetto con eroi Marvel e Star Wars dovrebbe nascere con codice e grafica generati dall’intelligenza artificiale, ma tempi, qualità e reazione del pubblico restano incerti.

Il pubblico dei videogiochi si sta abituando a incontrare l’intelligenza artificiale nei prodotti che utilizza, ma la tolleranza resta bassa e il rischio di boicottaggio non è scomparso. Per Epic Games, la sfida non riguarda quindi soltanto la tecnologia: il risultato dovrà convincere anche giocatori spesso diffidenti verso contenuti generati dagli algoritmi.

La promessa dell’azienda è ridurre la distanza tra un’idea e il momento in cui diventa una versione giocabile. Codice, dialoghi e materiali visivi prodotti più rapidamente potrebbero permettere di verificare prima il funzionamento di una meccanica o la qualità di uno scontro. Il vero bilancio, però, dovrà includere correzioni, rifacimenti e scarti: senza una nuova data o un gioco da provare, l’accelerazione resta ancora un’ipotesi.

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Un progetto Disney senza nuova scadenza

Il titolo ancora non annunciato coinvolge personaggi Marvel e Star Wars ed è pensato come uno sparatutto. La data interna fissata per marzo 2027, secondo le informazioni disponibili, non sarebbe più valida; Epic non avrebbe indicato un termine alternativo.

A chi lavora al progetto sarebbe stato chiesto di seguire un metodo definito “prima l’IA”. Il gruppo dovrebbe ricorrere a strumenti come Claude di Anthropic per la programmazione, affiancandoli a figure incaricate di orientare e verificare il lavoro prodotto dal sistema.

La stessa impostazione sarebbe stata estesa alla componente artistica, con l’obiettivo di affidarne la realizzazione a procedimenti basati interamente sull’intelligenza artificiale. Alcuni dipendenti avrebbero accolto la direttiva con incredulità, arrivando a domandarsi ironicamente se gli errori generati da Claude dovessero essere risolti chiedendo aiuto allo stesso programma.


L’accordo con Disney pesa sul contesto

Il progetto si inserisce nell’intesa resa pubblica da Disney nel febbraio 2024. In quell’occasione il gruppo annunciò un investimento da 1,5 miliardi di dollari per ottenere una partecipazione in Epic e collaborare alla costruzione di un universo persistente collegato a Fortnite.

L’ambiente previsto avrebbe dovuto consentire agli utenti di giocare, creare esperienze e incontrare figure provenienti da Disney, Pixar, Marvel e Star Wars. La somma annunciata riguarda la quota societaria e non rappresenta il finanziamento destinato a questo singolo videogioco.

Epic ha spiegato che l’IA dovrebbe rendere più rapido lo sviluppo, lasciando comunque ai dipendenti la responsabilità delle scelte creative. Tim Sweeney, fondatore e amministratore delegato dell’azienda, ha inoltre parlato di una riorganizzazione del lavoro e dello spostamento di sviluppatori verso attività pensate per sfruttare meglio questi strumenti, con possibili ricadute anche sugli studi che usano Unreal Engine.


Licenziamenti e tecnologia restano distinti

Il quadro finanziario aiuta a comprendere la pressione che accompagna il progetto. Il 24 marzo 2026 Epic ha comunicato oltre mille licenziamenti, collegandoli anche alla diminuzione del coinvolgimento del pubblico di Fortnite cominciata nel 2025 e a costi ormai superiori agli incassi.

Nella stessa comunicazione Sweeney aveva negato che i tagli fossero legati all’intelligenza artificiale. Non ci sono quindi elementi per sostenere che quei posti siano stati rimpiazzati da algoritmi; nel caso dello sparatutto Disney, le informazioni disponibili indicano piuttosto una valutazione iniziale insufficiente delle risorse e dei tempi necessari.

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Gli esperimenti degli altri studi

Un precedente è Ghostwriter, presentato da Ubisoft nel 2023. Lo strumento, creato dal gruppo di ricerca La Forge, propone bozze per le brevi frasi pronunciate dai personaggi secondari: voci della folla, reazioni durante i combattimenti o battute attivate dall’arrivo in una zona.

In quel modello l’autore umano definisce il contesto e il personaggio, poi esamina le proposte generate e decide quali riscrivere o utilizzare. L’IA, dunque, interviene come supporto alla fase iniziale invece di sostituire integralmente il lavoro creativo.

Epic ha già portato una tecnologia simile davanti agli utenti di Fortnite. Nel maggio 2025 il gioco ha introdotto un Darth Vader capace di conversare: Gemini 2.0 Flash di Google produceva le risposte, mentre ElevenLabs ne consentiva la riproduzione con la voce del personaggio.

Per quell’esperienza Epic ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con la famiglia di James Earl Jones, storico interprete vocale di Vader. Un altro caso utile arriva da Arc Raiders, dove Embark Studios ha modificato alcune decisioni dopo il lancio.

Nel marzo 2026 Patrick Söderlund, responsabile dello studio, ha riferito a GamesIndustry.biz che diverse battute generate artificialmente erano state nuovamente registrate con attori perché la resa recitativa non era considerata sufficiente. La sintesi vocale è rimasta in uso per funzioni specifiche, come alcuni brevi messaggi del sistema di segnalazione, con compensi agli interpreti anche per la concessione della voce.


I professionisti restano divisi

L’esperienza di Arc Raiders mostra anche un impiego più prudente: ascoltare rapidamente molte varianti di una battuta durante i test e scegliere in seguito quale affidare alla registrazione definitiva. Il confine tra materiale temporaneo e contenuto destinato al pubblico può quindi cambiare durante la produzione.

Il rapporto della GDC sullo stato dell’industria videoludica nel 2026, realizzato sulla base delle risposte di oltre 2.300 professionisti, fotografa una posizione tutt’altro che uniforme. Il 36% dichiara di usare strumenti di IA generativa, mentre il 52% considera il loro effetto sull’industria negativo e appena il 7% lo giudica positivo.

La distribuzione varia anche in base al ruolo. L’utilizzo scende al 30% tra il personale degli studi e arriva al 58% nelle aziende editoriali, nei servizi di supporto e nelle attività di marketing e pubbliche relazioni.

Per il progetto legato a Disney mancano ancora dati decisivi: non si conoscono il tempo realmente risparmiato, la quantità di codice e grafica che resterà nel prodotto finale né l’eventuale nuova finestra di uscita. L’annuncio di un processo fondato sull’IA descrive un metodo di lavoro, non garantisce da solo qualità o successo commerciale.

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