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Tecnologia 1 min di lettura22 ore fa

Energia e telefonate commerciali: perché le nuove regole fanno discutere

L’AGCM ha evidenziato a Governo e Parlamento possibili effetti distorsivi nelle norme sui contratti energetici conclusi al telefono.

Il giro di vite sul telemarketing nel comparto dell’energia torna sotto esame. Le nuove disposizioni, pensate per proteggere chi sottoscrive un contratto per telefono, hanno infatti suscitato obiezioni da parte di associazioni dei consumatori, rappresentanze dei lavoratori e imprese.


Tre nodi da chiarire sul mercato

Le contestazioni sollevate dalle organizzazioni coinvolte sono state ricondotte a tre principali profili critici. Il testo disponibile non ne dettaglia il contenuto, ma evidenzia il rischio che le misure introdotte finiscano per produrre conseguenze non previste sull’operatività del settore.

Il punto centrale è il possibile squilibrio tra l’obiettivo di rafforzare le garanzie per gli utenti e l’impatto sulle attività commerciali legate ai contratti telefonici. Per i soggetti che hanno manifestato il proprio dissenso, la disciplina potrebbe quindi generare distorsioni nel mercato dell’energia.


L’intervento dell’Autorità

A riportare il tema all’attenzione delle istituzioni è stata l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’AGCM ha sottoposto a Parlamento e Governo alcune osservazioni sulle nuove regole applicate al settore energetico, segnalando la necessità di valutare le possibili criticità.

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L’attenzione dell’Autorità si concentra sull’articolo 51 del Codice del consumo, modificato attraverso le misure contenute nel Decreto Bollette. La disposizione interviene sui contratti conclusi per telefono e nasce con l’intento di rendere più solida la tutela dei consumatori.


Chi chiede una revisione

A sollecitare un riesame della normativa sono state sette organizzazioni: AssoCall-Confcommercio, Assoutenti, Codacons, Federazione iConsumatori, UGL Terziario, Movimento Difesa del Cittadino e URT.

Il fronte comprende dunque realtà con rappresentanze e interessi differenti, dai consumatori agli operatori economici e ai lavoratori. La richiesta comune riguarda una verifica delle conseguenze concrete delle disposizioni, così da correggere eventuali effetti indesiderati senza indebolire le garanzie previste per gli utenti.

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