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Tecnologia 1 min di lettura53 min fa

Droni, il problema non è solo evitare gli ostacoli: la soluzione del MIT

Il sistema SANDO aiuta i velivoli autonomi a prevedere gli spostamenti degli oggetti e a scegliere rotte più sicure anche senza una mappa.

Per un drone autonomo, riconoscere un ostacolo non basta: durante il volo, quell’oggetto potrebbe spostarsi e rendere pericolosa una traiettoria che pochi secondi prima sembrava libera. È questo il limite affrontato da SANDO, il sistema progettato dai ricercatori del MIT per guidare i velivoli in contesti sconosciuti e soggetti a cambiamenti improvvisi.

La tecnologia nasce da un’esigenza concreta. In uno scenario di emergenza, come la ricerca di persone tra le macerie di un edificio, il drone può trovarsi davanti a detriti, individui e altri elementi la cui posizione cambia rapidamente. La pianificazione del percorso deve quindi tenere conto non solo della situazione attuale, ma anche di quella possibile nell’immediato futuro.

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Il limite degli ostacoli in movimento

I sistemi di navigazione autonoma hanno beneficiato dei progressi della sensoristica, capace di raccogliere una quantità sempre maggiore di informazioni sull’ambiente circostante. Restano però situazioni critiche in cui una lettura corretta dello spazio non garantisce, da sola, una manovra sicura.

Un ostacolo evitato con successo può infatti trovarsi in un punto diverso pochi istanti dopo. Per questa ragione, il drone deve valutare l’evoluzione dello scenario mentre procede, invece di limitarsi a reagire agli oggetti già individuati dai sensori.

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SANDO punta sulla previsione

SANDO è l’acronimo del sistema sviluppato dal MIT per la pianificazione sicura di traiettorie autonome in ambienti dinamici e non conosciuti. Il suo obiettivo è consentire al drone di elaborare un percorso senza avere a disposizione una mappa completa del luogo in cui sta volando.

Il principio centrale consiste nel considerare anche gli spostamenti probabili degli ostacoli. In questo modo, la rotta viene definita tenendo insieme la posizione rilevata e il possibile arrivo degli oggetti durante il tragitto, un approccio pensato per affrontare contesti in cui le condizioni cambiano rapidamente.

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