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Tecnologia 4 min di lettura3 giorni fa

Colnissar, l’IA etica debutta in Calabria: la prova arriverà nel 2026

Il forum Words of Hope ha presentato il progetto di Harmonic Innovation Group e riunito esperti internazionali per discutere lavoro, dati e responsabilità tecnologica.

La domanda al centro del forum non riguarda soltanto ciò che l’intelligenza artificiale sarà in grado di fare, ma anche il modo in cui valutarne gli effetti sulle persone e sui territori. In Calabria, durante la prima tappa di Words of Hope, Harmonic Innovation Group ha presentato per la prima volta Colnissar, piattaforma ancora in fase di sviluppo che ambisce a integrare criteri etici già nell’addestramento dei modelli.


Colnissar mette l’etica alla prova

Il progetto dovrebbe diventare uno degli elementi dell’Harmonic Innovation Ecosystem, l’infrastruttura fisica e digitale ideata da Harmonic Innovation Group per mettere in rete aziende, ricerca, competenze e iniziative tecnologiche. L’impostazione dichiarata è quella dell’“Ethical by Design”: dataset selezionati, conoscenze umanistiche e una comunità di specialisti dovrebbero contribuire a orientare il comportamento dell’intelligenza artificiale fin dalle prime fasi.

HIG prevede di utilizzare come base un modello generalista open-source, integrandolo con addestramento e livelli di indirizzo proprietari. È inoltre allo studio un benchmark per verificare l’eticità dei sistemi, con il controllo di un Comitato di Garanzia e il coinvolgimento di ricercatori appartenenti a discipline diverse. Il partner tecnologico è Altilia, spin-off del CNR che sviluppa soluzioni di Agentic AI, capaci di coordinare più agenti software nello svolgimento di compiti e processi.

La tabella di marcia indica una versione alpha entro la fine del 2026 e una beta alla fine del 2027. Per ora, tuttavia, Colnissar rimane un’iniziativa progettuale: solo attraverso versioni operative e risultati misurabili sarà possibile capire quanto i principi annunciati incidano davvero sulle risposte del modello.


La Calabria apre una rete internazionale

Words of Hope for a Magnifica Humanitas è stato organizzato da Entopan con Harmonic Innovation Group e il patrocinio gratuito del Centro di Alta Formazione Laudato Si’. Gli appuntamenti si sono tenuti tra Simeri Mare e l’Harmonic Innovation Hub Pitagora di Tiriolo, con oltre cento rappresentanti di imprese, finanza, università e istituzioni provenienti da Europa, America e Africa, oltre a più di cento partecipanti.

Nel confronto sono state rappresentate realtà come Anthropic, Microsoft, Qualcomm e IBM, insieme a OCSE, UNDP e IFC del World Bank Group. Hanno partecipato, in presenza o a distanza, Marina Elvira Calderone, Anna Maria Bernini, Adolfo Urso, Alessio Butti, Roberto Occhiuto, Renato Brunetta ed Enrico Giovannini, con ruoli diversi nelle istituzioni italiane e internazionali.

Quella calabrese è la prima tappa di un percorso destinato a proseguire a San Francisco nella primavera del 2027 e a concludersi a Castel Gandolfo. Il richiamo alla “Magnifica Humanitas”, enciclica di papa Leone XIV, colloca l’iniziativa nel dibattito sul rapporto tra progresso tecnologico, dignità della persona e conseguenze sociali dell’innovazione.

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Il valore dell’IA torna al centro

Tre tavoli di lavoro hanno affrontato i cambiamenti possibili nella manifattura, nell’economia della conoscenza e nei processi di sviluppo locale. Uno dei temi principali è stato il destino del valore generato dall’automazione e dall’impiego dei dati, soprattutto quando la produttività cresce senza una distribuzione equivalente dei benefici.

Per il settore manifatturiero si è discusso di come utilizzare il tempo liberato dall’intelligenza artificiale. Tra le proposte considerate vi sono una settimana lavorativa più breve e l’impiego di una parte delle ore retribuite in attività di volontariato o con ricadute sociali.

Sul fronte territoriale, invece, l’attenzione si è concentrata sulla titolarità e sull’uso dei dati prodotti dalle comunità. Il rischio evidenziato è che quelle informazioni vengano trasformate altrove in servizi o prodotti, senza un ritorno adeguato verso i luoghi dai quali provengono. Trasparenza, soluzioni open-source e responsabilità sono stati indicati come possibili correttivi.


Un modello nato nel Mezzogiorno

Harmonic Innovation Group è una Società Benefit e presenta il proprio ecosistema come uno spazio rivolto in particolare al Mediterraneo, all’area EUMENA — Europa, Medio Oriente e Nord Africa — e al Global South. L’obiettivo è inserire il Mezzogiorno italiano in una rete internazionale dedicata alla tecnologia, senza separare la crescita industriale dalle sue ricadute umane e sociali.

La visione riprende il lavoro sviluppato da Entopan e dal fondatore Francesco Cicione, che ha descritto il Sud come un soggetto intenzionato a partecipare ai grandi scenari dell’economia digitale. Nel suo intervento ha collegato la sfida dell’intelligenza artificiale a questioni non solo economiche e geopolitiche, ma anche antropologiche e legate alla responsabilità dell’umanità.

Le prossime tappe dovranno quindi trasformare dichiarazioni di principio come centralità della persona e innovazione responsabile in criteri verificabili, decisioni industriali e strumenti capaci di misurare concretamente l’impatto dei sistemi di IA.

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