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Tecnologia 1 min di lettura3 ore fa

Canone Rai, si apre uno spiraglio per il taglio: cosa può cambiare

La riduzione non è ancora certa: il governo valuterà l’intervento solo se riuscirà a trovare risorse alternative per coprire la differenza.

Il possibile sconto sul canone Rai resta legato a una condizione precisa: il governo dovrà individuare nuove risorse per evitare che la riduzione si traduca in un taglio dei finanziamenti destinati al servizio pubblico. Per il 2026, invece, l’importo è confermato a 90 euro.

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Il taglio dipende dai nuovi fondi

L’ipotesi è stata inserita in alcuni emendamenti approvati il 23 settembre dalla Commissione Ambiente del Senato, impegnata anche sull’esame della riforma della Rai. La clausola non introduce ancora una diminuzione automatica, ma mantiene aperta la strada a un intervento sul prelievo a carico dei cittadini.

In passato era stata prospettata una discesa fino a 70 euro all’anno. Questa cifra, tuttavia, non rappresenta al momento una decisione definitiva: l’eventuale riduzione potrà essere applicata soltanto quando saranno disponibili entrate sufficienti a compensarla.


Per il 2026 resta tutto invariato

Il prossimo anno l’importo rimarrà quindi pari a 90 euro. Il pagamento continuerà a essere addebitato nella bolletta elettrica attraverso dieci rate mensili da 9 euro, distribuite da gennaio a ottobre.

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Un eventuale intervento successivo dovrebbe lasciare invariato il bilancio complessivo della Rai. L’idea è infatti recuperare la somma mancante attraverso altri introiti, così da non ridurre le risorse assegnate all’azienda mentre procede il progetto di riforma delle reti televisive pubbliche.


Non è un semplice abbonamento televisivo

Quello che comunemente viene chiamato canone Rai è, in termini giuridici, una tassa legata al possesso di apparecchi idonei o adattabili alla ricezione delle trasmissioni televisive. Il meccanismo lo avvicina al bollo automobilistico, anche se il versamento avviene con modalità differenti.

Il sistema parte dal presupposto che nelle abitazioni sia presente almeno un televisore. Per questo motivo, finché non saranno reperiti i fondi necessari e non arriverà una decisione formale, l’ammontare da considerare resta quello di 90 euro annui.

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