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Tecnologia 2 min di lettura2 ore fa

Caldo in casa: il metodo italiano che può alleggerire la bolletta

Uno studio dell’Università di Pisa mostra come aria fresca e ventilazione possano aumentare il comfort estivo senza abbassare molto la temperatura reale.

Rinfrescare un ambiente di pochi gradi potrebbe non bastare a descrivere il sollievo percepito dal corpo. È questa l’ipotesi alla base di una ricerca italiana che punta a individuare un’alternativa meno costosa rispetto all’uso intensivo dei sistemi di climatizzazione, soprattutto durante le ondate di calore.


Il refrigerio percepito supera i gradi ridotti

Il meccanismo studiato è basato sull’abbinamento tra ventilazione e aria più fresca. Anche una diminuzione contenuta della temperatura della stanza, se accompagnata dal movimento dell’aria, può produrre una sensazione di raffrescamento maggiore rispetto a quella suggerita dal solo termometro.

Il risultato potrebbe tradursi in un maggiore benessere negli ambienti domestici e, allo stesso tempo, in consumi più contenuti. La trasformazione di questo principio in una soluzione concreta, tuttavia, richiede ulteriori sviluppi rispetto alla fase sperimentale.


La prova nella camera climatica

La verifica è stata realizzata all’Università di Berkeley, all’interno di una camera climatica predisposta per riprodurre condizioni simili a quelle di un’ondata di calore. L’esperimento è partito da una temperatura di 32 °C in un ambiente secco.

I ricercatori hanno messo a confronto due apparecchi per il raffrescamento evaporativo: uno progettato per una stanza e un modello più piccolo da scrivania. Per misurarne l’effetto è stato utilizzato un manichino termico, in grado di simulare gli scambi di calore tra il corpo umano e lo spazio circostante.


Dalla ricerca al rifugio climatico

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Building and Environment e ha coinvolto Roberto Rugani e Giacomo Salvadori, del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell’Università di Pisa.

L’idea del cosiddetto rifugio climatico nasce dunque da un lavoro italiano, ma il passaggio dall’esperimento a un prodotto o a un sistema utilizzabile nelle case non è ancora compiuto. L’obiettivo indicato dalla ricerca è combinare un raffrescamento moderato con una ventilazione efficace, così da migliorare la risposta del corpo senza dover ridurre drasticamente la temperatura dell’ambiente.

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