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Tecnologia 1 min di lettura2 ore fa

Brave denunciata dagli editori per copie e abbonamenti

Due cause a New York contestano copie di articoli, accesso all’indice per l’IA e aggiramento degli abbonamenti

Brave è stata citata in giudizio negli Stati Uniti da alcuni editori, che contestano l’uso dei loro articoli e le modalità di accesso ai contenuti a pagamento.

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Le accuse degli editori

Le due cause sono state presentate a New York. Secondo le contestazioni, Brave avrebbe riprodotto materiale protetto dal diritto d’autore senza autorizzazione.

Gli editori sostengono inoltre che l’azienda avrebbe consentito agli utenti di superare le barriere che limitano la lettura degli articoli riservati agli abbonati. Le accuse dovranno essere esaminate nel procedimento giudiziario.

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L’indice offerto alle società di IA

Al centro della disputa c’è anche l’indice realizzato da Brave per organizzare i contenuti disponibili online. Gli editori affermano che l’accesso a questo archivio sarebbe stato messo a disposizione di società attive nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Le cause collegano quindi la raccolta degli articoli a due questioni distinte: l’impiego di contenuti protetti e la loro disponibilità per aziende che lavorano con sistemi di intelligenza artificiale. Brave dovrà ora rispondere alle accuse davanti alla giustizia statunitense.

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