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Tecnologia 1 min di lettura2 giorni fa

Auto europee, il conto della transizione: 14,4 miliardi di multe

La normativa CAFE presenta un conto pesante ai costruttori del continente, mentre la strategia italiana orientata ai motori termici aggrava il bilancio.

Il passaggio mancato verso la mobilità elettrica si traduce in un esborso enorme per l’industria automobilistica europea. Le sanzioni legate agli obiettivi sulle emissioni raggiungono complessivamente 14,4 miliardi di euro, con l’Italia in una posizione particolarmente sfavorevole.


Il peso degli obiettivi CAFE

A generare il conto è la normativa CAFE, il sistema europeo che impone ai produttori limiti sulle emissioni medie delle vetture vendute. La domanda di auto elettriche, però, non è stata sufficiente a permettere ai costruttori di centrare i traguardi previsti.

Il risultato sono penalità di dimensioni miliardarie a carico delle aziende automobilistiche. La mancata crescita delle vendite di modelli a batteria ha quindi conseguenze dirette sui bilanci dei produttori.

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L’Italia resta più esposta

Nel quadro europeo, il nostro Paese risulta quello maggiormente penalizzato. L’orientamento dell’Italia verso le motorizzazioni termiche non ha favorito il rispetto dei parametri fissati dalla normativa sulle emissioni.

La scelta di puntare ancora sui motori tradizionali finisce così per avere un costo economico rilevante. Mentre i costruttori devono fare i conti con le multe, il mercato italiano si trova al centro delle difficoltà legate alla transizione verso l’elettrico.

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