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Tecnologia 2 min di lettura1 ora fa

Usato elettrificato, il dato che cambia la scelta: rischi per il 39,8%

Le verifiche sulle ibride e sulle elettriche aumentano, ma età contenuta e percorrenza ridotta non escludono danni o anomalie nello storico.

Bastano pochi anni e un chilometraggio contenuto per rendere più appetibile un’auto usata, ma questi elementi non garantiscono da soli un passato privo di problemi. Nei primi otto mesi del 2026, il 39,8% delle ibride e delle elettriche esaminate sulla piattaforma CARFAX ha mostrato almeno un fattore da approfondire.


Auto recenti, ma storia da verificare

Le richieste di controllo per le vetture elettrificate sono cresciute del 52% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questi modelli costituiscono oggi il 13% del totale delle auto sottoposte a verifica: l’88% è rappresentato dalle ibride, mentre le elettriche pure raggiungono il 12%.

Il campione appare mediamente più giovane rispetto all’insieme dell’usato. L’88% delle vetture controllate ha meno di cinque anni; l’età media è di quattro anni, contro i nove anni del totale, mentre la percorrenza media si ferma a 72.132 chilometri rispetto ai 116.803 complessivi. Anche i proprietari precedenti sono in media meno numerosi, 2,6 contro 3,8, e il 27,3% delle auto risulta appartenuto a una sola persona, contro il 15% generale.


I danni sono in forte aumento

La provenienza estera riguarda il 6,1% delle elettrificate analizzate, meno della media complessiva del 13,2%; appena l’1,4% arriva dal noleggio. Nonostante il profilo più recente, però, la quota con elementi di rischio è salita dal 33,9% del 2025 al 39,8% del 2026. In questa categoria rientrano danni, anomalie nei dati e possibili irregolarità nella registrazione dei chilometri.

L’incremento più evidente riguarda proprio i veicoli con danni segnalati, passati dal 22,7% al 35%. Il valore resta comunque sotto il 43% rilevato sull’intero insieme delle auto controllate, così come il dato complessivo dei fattori di rischio rimane inferiore alla media generale del 51,3%. Tra i modelli importati, la presenza di danni arriva al 39%; tra quelli provenienti dal noleggio si attesta al 36%.

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La domanda cresce sul mercato

I dati dell’Automobile Club d’Italia indicano che, nell’agosto 2026, le ibride hanno raggiunto il 13,2% dei trasferimenti di proprietà, rispetto all’11,1% dello stesso mese dell’anno precedente. Le elettriche hanno registrato una crescita più contenuta, dall’1,1% all’1,2%.

Tra i marchi più cercati per le verifiche, Fiat è al primo posto con il 12% delle richieste, seguita da Toyota all’11% e BMW al 9%. Più indietro figurano Audi con l’8% e Mercedes-Benz con il 6%. Sul fronte dei singoli modelli, Fiat Panda, BMW X Models e Fiat 500 raccolgono ciascuno il 5% delle ricerche; seguono Toyota Yaris al 4% e Jeep Compass al 3%.

I numeri non indicano che le auto ibride o elettriche siano necessariamente più rischiose delle altre. Nel campione analizzato, infatti, sia i danni sia gli elementi da approfondire risultano inferiori alle medie dell’intero mercato controllato. Mostrano però che anche una vettura giovane e poco sfruttata può avere alle spalle incidenti o altre vicende rilevanti: per questo la ricostruzione dello storico resta un passaggio decisivo prima dell’acquisto.

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