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Tecnologia 4 min di lettura3 ore fa

Accenture chiude il rubinetto dell’IA: da 1.000 a 29 dollari

Il colosso della consulenza riduce il finanziamento centrale per Claude, mentre le grandi aziende fissano limiti e controlli sui consumi dei modelli

Il passaggio dai circa 1.000 dollari mensili ai 29 dollari finanziati centralmente racconta più di una semplice riduzione di budget. In Accenture segnala il cambio di fase dell’intelligenza artificiale: dopo mesi di utilizzo senza freni, chatbot e agenti devono ora dimostrare di produrre un valore proporzionato alla spesa.

La cifra di 29 dollari non è un limite identico per ogni dipendente. L’azienda ha stabilito soglie diverse in base a gruppi di lavoro e mansioni, ma il principio è chiaro: chi supera il tetto deve collegare i costi aggiuntivi a un progetto preciso e giustificarne la necessità.

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La spesa deve avere un responsabile

Secondo le nuove regole, l’accesso a Claude non viene automaticamente bloccato oltre la soglia assegnata. Il consumo eccedente deve però essere attribuito a un gruppo o a un’attività aziendale, mentre l’autorizzazione viene rivalutata periodicamente considerando il ruolo della persona, le esigenze operative e l’utilizzo effettivo dello strumento.

Accenture sostiene di continuare a investire nell’IA e di voler mettere a disposizione dei dipendenti la soluzione più adatta a ciascun incarico. La stretta riguarda quindi soprattutto il modo in cui la spesa viene controllata: non più una disponibilità indistinta, ma risorse legate a obiettivi e responsabilità verificabili.

Il caso è particolarmente significativo perché Accenture era tra le società che avevano puntato con maggiore decisione sull’adozione dell’IA. In precedenza, alcune aziende tecnologiche erano arrivate a promuovere il cosiddetto “tokenmaxxing”, cioè l’incentivo a consumare il maggior numero possibile di unità di elaborazione, talvolta attraverso graduatorie interne.


Gli agenti fanno salire il conto

Quella logica poteva spingere i dipendenti a usare l’IA anche quando non serviva davvero. Il problema è diventato più evidente con gli agenti e con i programmi destinati alla scrittura del codice: per completare un compito, questi strumenti possono effettuare molte richieste ai modelli, esaminare grandi quantità di materiale e ripetere autonomamente diverse operazioni.

Anthropic avverte i clienti aziendali che Claude Code e gli strumenti più avanzati possono consumare token molto più rapidamente di una normale conversazione. Per questo sono disponibili limiti distinti per organizzazioni, gruppi e singoli utenti, così da contenere gli scostamenti rispetto alle previsioni economiche.

Anche McKinsey ha individuato una nuova area di gestione, definita economia dei token aziendali. L’obiettivo è scegliere il modello più adatto a ogni compito, stabilire quanto a lungo lasciare lavorare gli agenti e ridurre le attività che non generano un ritorno sufficiente. In una rilevazione condotta a maggio, il 93% delle organizzazioni interpellate ha dichiarato di avere superato il budget previsto per l’IA; con l’estensione dell’uso a tutta l’azienda, la spesa può quasi quadruplicare rispetto alla fase di prova.

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Dalle classifiche ai tetti mensili

Amazon ha già corretto una politica che incoraggiava gli sviluppatori a usare gli strumenti di IA e a monitorarne il consumo attraverso classifiche interne. Alcuni dipendenti, secondo la ricostruzione disponibile, avevano automatizzato anche compiti poco utili pur di migliorare la propria posizione. L’azienda ha quindi eliminato quelle graduatorie e Dave Treadwell, vicepresidente senior, ha invitato il personale a non ricorrere all’IA soltanto per aumentare il numero di utilizzi.

Microsoft, dal canto suo, ha assegnato a ogni divisione un obiettivo di spesa in token e consente ai dipendenti di visualizzare quanto consumano. Pur continuando a considerarsi un’azienda orientata prima di tutto all’IA, il gruppo ha chiarito che moltiplicare le richieste ai modelli non rappresenta l’obiettivo.

Paramount ha introdotto soglie mensili per alcuni lavoratori del settore tecnologico, con importi calibrati sulla mansione e la possibilità di domandare risorse ulteriori. Uber ha invece fissato a giugno un limite di 1.500 dollari al mese per dipendente e per ciascuno strumento agentico dedicato alla programmazione, dopo avere consumato in quattro mesi il budget annuale destinato all’IA. Ogni persona dispone inoltre di un cruscotto per controllare l’utilizzo e può chiedere un’eccezione motivata.

Una misura analoga è stata adottata da JPMorgan per alcuni ingegneri, con un tetto di 2.000 dollari mensili per Claude. La cifra è molto lontana dai 29 dollari sostenuti centralmente da Accenture, ma la logica coincide: rendere visibile chi spende, quanto spende e per quale attività.


Modelli meno cari, bollette più alte

Il paradosso è che il costo delle singole unità di elaborazione sta diminuendo grazie alla concorrenza tra fornitori e ai progressi nell’efficienza dei modelli. A crescere, però, è il volume complessivo delle richieste, soprattutto quando gli agenti restano operativi a lungo e lavorano su basi di codice molto estese.

I piani aziendali di strumenti come Claude Enterprise non funzionano sempre come un semplice abbonamento fisso per postazione. In molti casi il conto dipende dal traffico generato e dalle richieste inviate ai modelli. Un utilizzo intensivo può quindi trasformare una licenza apparentemente prevedibile in una spesa calcolata sul consumo effettivo.

Per questo il salto dai 1.000 ai 29 dollari di Accenture ha un valore soprattutto simbolico. Non indica l’abbandono dell’IA, ma la fine della fase in cui usare molti token veniva considerato quasi una prova di modernità. D’ora in poi la domanda decisiva per le imprese sarà quanto valore riesca a produrre ogni dollaro o euro investito nei sistemi artificiali.

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