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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Zverev sfida la rivoluzione Slam: «Il quinto set è storia

Il tedesco difende il formato tradizionale dei Major mentre a Pechino accorcia le distanze da Sinner, ancora assente.

Alexander Zverev ha iniziato con una vittoria il torneo di Pechino, superando Cameron Norrie 7-6 (7/1), 6-4. Il successo consente al tedesco, numero 2 del mondo, di proseguire l’inseguimento a Jannik Sinner, che non partecipa alla competizione cinese.

Nel prossimo turno Zverev affronterà Sebastian Baez oppure il padrone di casa Shang Juncheng. Il tedesco ha già battuto Norrie nove volte in altrettanti confronti nel circuito maggiore.


Pechino riapre la corsa al vertice

Il distacco da Sinner al via dell’Atp 500 era di 1.370 punti. Anche conquistando il titolo, tuttavia, Zverev non avrebbe potuto strappare al collega italiano la prima posizione del ranking.

A 29 anni, il giocatore tedesco non è ancora riuscito a salire sul trono mondiale. La sua permanenza a Pechino resta comunque importante sul piano della classifica, soprattutto vista l’assenza del leader del circuito.


Zverev difende il formato storico

Proprio mentre il tennis discute su come accorciare gli incontri, Zverev ha respinto con decisione l’ipotesi di ricorrere al meglio dei tre set nei primi turni degli Slam. «Non conosco un solo giocatore che vorrebbe giocare al meglio dei tre set. Forse Djokovic, perché sta iniziando ad avere una certa età», ha scherzato il tedesco, parlando da Pechino.

Secondo Zverev, Novak Djokovic avrebbe probabilmente sostenuto la formula tradizionale anche in passato. La battuta gli è servita per ribadire che, tra i professionisti, il consenso verso una riduzione della durata dei match sarebbe praticamente inesistente.

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La proposta divide il mondo del tennis

L’idea di modificare il format è stata avanzata da alcune figure del settore, tra cui l’amministratore delegato dell’Australian Open. L’eventuale cambiamento riguarderebbe soltanto le partite dei primi turni dei tornei del Grande Slam, che oggi si disputano al meglio dei cinque set nel tabellone maschile.

I sostenitori della riforma ritengono che sfide più brevi possano rendere il tennis più accessibile agli spettatori, con particolare attenzione alle generazioni più giovani. Gli incontri molto equilibrati, infatti, possono durare diverse ore e richiedere un impegno prolungato anche oltre la mezzanotte.


Il quinto set resta una prova estrema

Zverev ha richiamato il valore sportivo della formula attuale, legandolo alla difficoltà di vincere una partita lunga cinque set. «È l’impresa più difficile da compiere nel nostro sport proprio perché si gioca al meglio dei cinque set», ha spiegato il tedesco.

Nel percorso che lo ha portato alla vittoria degli US Open, Zverev ha disputato due incontri terminati al quinto set. Il primo e il secondo turno di quella corsa si erano conclusi ben oltre la mezzanotte, un esempio concreto della resistenza richiesta dal formato oggi in discussione.

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