Zidane torna contro l'Italia: il passato con Materazzi non lo frena
Alla vigilia della sfida, il commissario tecnico francese ripercorre l'espulsione del 2006 e spiega perché oggi considera quella ferita parte del proprio percorso.
La sfida contro l'Italia riporta Zinedine Zidane davanti a uno degli episodi più discussi della sua carriera. Alla vigilia dell'incontro di Nations League, il commissario tecnico della Francia ha parlato della testata rifilata a Marco Materazzi nella finale dei Mondiali del 2006, senza nascondere il peso di quella scelta ma chiarendo di non vivere nel rimorso.
Il passato non cambia il presente
Le immagini dell'episodio continuano a essere riproposte, ma Zidane ha invitato a non ridurre la propria storia sportiva a quei pochi secondi. La Juventus, ha ricordato, rappresenta una delle tappe più importanti della sua crescita: a Torino si è affermato come calciatore di primo piano.
Con Materazzi, invece, il rapporto non è più ripreso. «Non sono fiero di quello che ho fatto, ma non ho rimorsi», ha spiegato Zidane parlando della vicenda. Per l'ex campione, quell'azione appartiene comunque al cammino compiuto, fatto anche di errori e non soltanto di momenti positivi.
La panchina come nuova sfida
L'espulsione di Berlino segnò la conclusione della sua esperienza con la nazionale francese da giocatore. Proprio quella chiusura, secondo il tecnico, ha alimentato la volontà di tornare a rappresentare la Francia in un ruolo diverso.
Zidane ha definito l'incarico da commissario tecnico un sogno diventato realtà. Ha aggiunto di essersi preparato a lungo, di aver sempre avuto fiducia nelle proprie capacità e di essere pronto a lavorare al massimo per la squadra.
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Italia, avversaria da non sottovalutare
Il tecnico francese ha poi espresso sorpresa per le tre mancate qualificazioni consecutive dell'Italia ai Mondiali, precisando però di non conoscere abbastanza la situazione per indicarne le ragioni. La nazionale guidata da Roberto Mancini, ha sottolineato, resta una formazione competitiva e capace di rendere ogni partita imprevedibile.
Nel suo bilancio recente, Zidane ha citato la sconfitta contro il Belgio e il successo ottenuto in Turchia. Da qui l'avvertimento ai suoi giocatori: per puntare alla vittoria serviranno massima concentrazione e una prestazione all'altezza.
L'eredità della scuola italiana
Tra gli allenatori che hanno segnato la sua formazione, Zidane ha riservato un riconoscimento particolare a Marcello Lippi, apprezzato soprattutto per la preparazione tattica. A suo giudizio, il calcio italiano possiede una cultura strategica di grande rilievo.
Quell'influenza, ha ammesso, fa parte anche del suo bagaglio professionale. Il confronto con l'Italia, quindi, non sarà soltanto una partita legata al passato: rappresenterà anche una prova significativa per il nuovo percorso di Zidane sulla panchina francese.
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