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Sport 2 min di lettura30 set

Zidane torna contro l’Italia: a Parigi riemerge il fantasma di Berlino

Venerdì allo Stade de France il debutto interno del nuovo commissario tecnico francese riapre una rivalità costruita tra ricordi, sconfitte e la testata a Materazzi.

Venerdì sera, allo Stade de France, Zinedine Zidane vivrà il suo primo appuntamento casalingo da commissario tecnico della Francia. Di fronte ci sarà l’Italia, avversaria che riporta inevitabilmente alla finale mondiale di Berlino del 2006 e a uno dei momenti più discussi della sua carriera.

L’attesa, però, sarà soprattutto per l’accoglienza riservata al nuovo allenatore. Manu Koné ha anticipato l’entusiasmo del pubblico: «Vedrete venerdì allo Stade de France che ovazione», spiegando che l’affetto è la conseguenza naturale della carriera e del talento ancora visibile negli allenamenti.


L’abbraccio della Francia a Zidane

Per Zidane la maglia più importante è sempre stata quella dei Bleus. È il motivo per cui, dopo la conclusione della sua esperienza al Real Madrid, ha aspettato cinque anni prima di tornare in panchina, puntando alla successione di Didier Deschamps.

Il legame con la Francia resta più forte di quello costruito in Italia. A Torino ha trascorso cinque stagioni, ha conquistato il Pallone d’Oro quando era un giocatore della Juventus e ha condiviso successi e rapporti personali importanti, compresa l’amicizia con Alessandro Del Piero. Nonostante in passato abbia detto che l’Italia occupa un posto speciale nel suo cuore, Zidane ha sempre respinto le proposte per allenare in Serie A.


Berlino resta il punto sensibile

Il rapporto con il calcio italiano è rimasto segnato anche dalle parole di Gianni Agnelli, che nel 2001 definì Zidane «più divertente che utile», poco prima del trasferimento al Real Madrid. Da allora, il francese ha incontrato gli azzurri soltanto alla guida di squadre di club, senza più affrontarli con la nazionale.

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Il precedente più pesante è naturalmente quello del 2006. Nella finale mondiale Zidane segnò dal dischetto, poi fu espulso per la testata a Marco Materazzi, episodio la cui dinamica non è mai stata ricostruita in modo univoco dai due protagonisti. Dopo quella gara arrivò il ritiro dalla Francia, con un bilancio di 108 presenze e quattro partite disputate contro l’Italia.


Quattro incroci impossibili da dimenticare

Il primo confronto risale al torneo di Francia del 1997, chiuso sul 2-2 dopo la rete iniziale di Zidane. L’anno successivo, negli ottavi del Mondiale, le due squadre terminarono ancora senza gol: ai rigori passarono i padroni di casa.

A Euro 2000 fu invece il Golden Gol francese a decidere la finale, dopo una partita che provocò critiche alla marcatura italiana e contribuì alle dimissioni di Dino Zoff. In mezzo a questi episodi c’è anche Berlino, con il rigore trasformato da Zidane, l’espulsione e la serie dal dischetto vinta dagli azzurri.

La sfida di Parigi riporterà dunque alla luce una storia fatta di trionfi francesi, rimpianti italiani e vecchi attriti. Per la squadra azzurra, lontana per qualità dalla generazione campione del mondo e rappresentata nel testo come comprimaria rispetto ai talenti francesi, sarà soprattutto l’occasione di misurarsi con il nuovo ciclo guidato dall’ex numero dieci.

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