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Sport 3 min di lettura3 ore fa

Yamal, il premio che manca: Messi lo indica e i numeri lo confermano

A 19 anni Lamine Yamal ha già conquistato Liga, Supercoppa e Mondiale: oltre ai trofei, record e personalità lo proiettano verso il Pallone d’Oro.

A diciannove anni Lamine Yamal ha già messo insieme un curriculum che molti campioni costruiscono nell’intera carriera. Negli ultimi dodici mesi il talento del Barcellona ha vinto la seconda Liga consecutiva, la Supercoppa di Spagna e il Mondiale con la nazionale spagnola, ma la sua candidatura al Pallone d’Oro non nasce soltanto dalla bacheca.

Il premio individuale più prestigioso del calcio dovrebbe riconoscere anche il peso di un giocatore nelle partite, la sua continuità, l’impatto tecnico e la capacità di rappresentare un’epoca. Sotto questo punto di vista, Yamal è già molto più di una promessa: è il volto di una nuova generazione e il nome indicato da Lionel Messi come possibile erede.

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Una personalità che divide e convince

A rendere particolare la candidatura del talento blaugrana c’è anche il suo modo di stare sotto i riflettori. Alle critiche sulla presunta arroganza, Yamal ha risposto senza cercare formule diplomatiche: «Arrogante io? Chi lo dice, in fondo, si diverte con me». Una replica diretta, coerente con l’immagine di un calciatore che non sembra disposto a rinunciare alla propria spontaneità.

La sicurezza mostrata dal giovane spagnolo non viene presentata come atteggiamento di superiorità, ma come consapevolezza del ruolo che sta assumendo. Figlio di padre marocchino e madre originaria della Guinea Equatoriale, Yamal incarna anche la trasformazione sociale e culturale dell’Europa, diventando un riferimento per ragazzi che si riconoscono in una generazione più composita.


Record già da fuoriclasse

Le statistiche aggiungono sostanza a una candidatura costruita anche sul talento e sulla personalità. Yamal è il secondo calciatore più giovane ad aver segnato in Champions League, alle spalle del compagno Ansu Fati, e detiene il primato di marcatore più giovane nella storia del clásico tra Barcellona e Real Madrid.

Il suo elenco di primati comprende anche il successo nel Trofeo Kopa, assegnato al miglior giocatore del mondo sotto i 21 anni, conquistato all’età più bassa di sempre. Ha inoltre ricevuto il Golden Boy, è stato il più giovane a raggiungere quota 100 presenze con il Barcellona e ha segnato prima di chiunque altro in una semifinale di Champions League.

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A questi risultati si aggiunge un altro dato significativo: Yamal è il primo giocatore ad aver vinto due volte il Trofeo Kopa. Un insieme di traguardi che, unito ai titoli conquistati con il club e con la Spagna, rende difficile separare la sua candidatura dai risultati ottenuti sul campo.


Messi vede già il successore

Il riconoscimento più pesante, però, arriva da chi quel premio lo ha vinto più volte e ha segnato la storia del calcio contemporaneo. Lionel Messi ha scelto proprio Yamal quando gli è stato chiesto di indicare il giocatore destinato a raccogliere la sua eredità: «Se devo scegliere un erede, per la sua età e per il futuro che può avere, è Lamine Yamal. Non ci sono dubbi, per me è il migliore. Mi ricorda me quando ero giovane».

Il legame tra i due ha anche un’immagine simbolica. Nel 2007 Messi aveva tenuto in braccio un neonato durante un servizio fotografico al Camp Nou: quel bambino era Yamal. Diciannove anni più tardi, i due si sono ritrovati avversari nella finale del Mondiale disputata a New York, in una sorta di passaggio di consegne diventato realtà.

Dopo il titolo mondiale e i successi con il Barcellona, al giovane spagnolo manca dunque soltanto il Pallone d’Oro. Kane e Mbappé restano tra i principali concorrenti, ma la combinazione di trofei, record, influenza e prospettiva colloca Yamal tra i candidati più autorevoli, con l’investitura di Messi a rafforzare ulteriormente la sua posizione.

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