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Sport 3 min di lettura3 ore fa

Voluntas Brescia, la promessa degli Esposito: far rivivere il sogno di Clerici

I tre fratelli hanno rilevato lo storico vivaio bresciano per riconoscenza verso Roberto Clerici e puntano a formare nuovi talenti destinati al calcio professionistico.

Sedici ragazzi trasferiti in società professionistiche nell’ultima stagione sono il dato con cui la famiglia Esposito presenta il proprio lavoro alla Voluntas Brescia. Salvatore, Sebastiano e Francesco Pio, con il padre Agostino alla guida, hanno scelto di investire nello storico club bresciano per mantenerne viva l’identità e proseguire il percorso avviato da Roberto Clerici.

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Un debito di riconoscenza concreto

La decisione degli Esposito nasce da una vicenda personale prima ancora che sportiva. Clerici, scomparso nel 2018 a 75 anni, fu infatti l’uomo che individuò Sebastiano durante un torneo giovanile e contribuì a cambiare il destino dell’intera famiglia.

Agostino lasciò la propria vita precedente per trasferirsi a Brescia. Grazie ai rapporti costruiti da Clerici con il Brescia Calcio, tutti e tre i figli entrarono nel settore giovanile delle Rondinelle, prima di proseguire il cammino fino all’Inter e al calcio di alto livello. Per questo, quando il progetto Voluntas rischiò di interrompersi dopo la morte del suo fondatore, la famiglia decise di rilevare le quote della società.

«Lo abbiamo fatto perché avevamo un debito di riconoscenza nei suoi confronti», ha spiegato Agostino, ricordando anche il ruolo avuto da Clerici e da Gino Corioni nella storia della famiglia. L’obiettivo, ha aggiunto, è custodire la filosofia del fondatore e trasmetterla alle nuove generazioni, non limitarsi a mantenere in vita il nome del club.


La ricerca del prossimo grande talento

I tre fratelli Esposito non sono cresciuti direttamente nel vivaio della Voluntas, ma il legame con Clerici è rimasto decisivo. Oggi sono proprietari della società, mentre Agostino ne è il presidente e segue da vicino la gestione quotidiana.

Il paragone con Andrea Pirlo, il talento più celebre emerso dalla Voluntas, viene affrontato con prudenza. Agostino ha sottolineato che non è possibile sapere se tra i giovani del club ci sia già un giocatore destinato a raggiungere quel livello, anche se alcuni ragazzi si preparano a entrare in realtà come Atalanta, Union Brescia, Cremonese, Lumezzane e Ospitaletto.

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Il presidente ha indicato come traguardo principale la possibilità di offrire ai calciatori più giovani la stessa opportunità ricevuta dai suoi figli. Il bilancio più recente, con sedici tesserati approdati in club professionistici, viene considerato un segnale positivo: il percorso è ancora agli inizi, ma la società ritiene di stare lavorando nel solco tracciato da Clerici.


Una struttura pensata per durare

La continuità del progetto passa anche dall’organizzazione interna. Accanto alla proprietà della famiglia Esposito opera Marco Zambelli, ex capitano e simbolo del Brescia, scelto come direttore tecnico per trasferire i valori della società a tecnici e giocatori.

Il direttore generale Simone Cerminara, uomo di fiducia della famiglia, cura invece gli aspetti istituzionali e la gestione del club. Ha raccontato che gli Esposito partecipano alle decisioni della Voluntas e frequentano il campo appena gli impegni lo consentono, lavorando con i ragazzi e accompagnandone la crescita.

La nuova gestione, dunque, non si presenta come un’operazione legata soltanto al nome dei tre fratelli. La famiglia sta cercando di conservare una tradizione che ha prodotto professionisti come i gemelli Filippini, Aimo Diana, Eugenio Corini, oggi allenatore del Brescia, e Pirlo. Anche l’esordio di Salvatore Esposito in Nazionale, l’11 giugno 2022 nello 0-0 tra Inghilterra e Italia di Nations League, aveva riportato al centro quella filiera: in rosa c’erano altri quattro giocatori legati alla scuola di Clerici, Donnarumma, Acerbi, Scalvini e Tonali.

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