Venezia, il ko non cambia il piano di Nicola: «Dobbiamo lavorare»
Il tecnico analizza la sconfitta contro il Genoa, difende il percorso intrapreso e chiede alla squadra di accettare gli errori senza smettere di crescere.
La reazione del Venezia nella ripresa non è bastata per rimediare allo svantaggio contro il Genoa. Dopo il successo ottenuto con il Napoli, Davide Nicola incassa così la prima sconfitta della sua gestione, iniziata da appena dieci giorni, ma vede comunque segnali utili nel modo in cui la squadra ha affrontato il secondo tempo.
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Nicola riparte dalla rabbia
Il tecnico non nasconde il disappunto per il risultato. A suo giudizio, l’andamento della gara rende il ko ancora più difficile da accettare: considerando i numeri della partita, anche un eventuale pareggio avrebbe lasciato qualche rimpianto. «L’umore a fine partita è di essere abbastanza arrabbiato», ha spiegato Nicola dopo il fischio finale.
Il confronto con la sfida precedente aiuta a inquadrare il momento del Venezia. Contro il Napoli era arrivata una vittoria pur senza dominare ogni aspetto del match; questa volta, invece, la squadra ha avuto bisogno di cambiare passo dopo l’intervallo e non è riuscita a trasformare la pressione finale nel gol dell’1-1.
Due tempi, una squadra da completare
Nel primo periodo il Genoa ha gestito maggiormente il possesso, mentre gli arancioneroverdi sono apparsi meno fluidi nei collegamenti tra fase difensiva e costruzione. Nicola considera questa difficoltà parte del lavoro necessario per trovare equilibrio e compattezza, soprattutto quando una squadra deve imparare nuovi automatismi.
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Il gol di Ellertson ha inciso sul punteggio con una conclusione di grande qualità, sulla quale il tecnico ha riconosciuto i meriti dell’avversario. Il Venezia, tuttavia, aveva avuto la prima opportunità della gara e nella ripresa, con gli stessi uomini, ha mostrato un atteggiamento molto più efficace. Secondo Nicola, il gruppo avrebbe dovuto esprimere quella personalità fin dall’inizio, senza aspettare di trovarsi costretto a inseguire.
Il percorso passa dagli errori
Nicola non considera la sconfitta una bocciatura del progetto. Il nuovo assetto richiede tempo per diventare naturale, in particolare nelle transizioni e nella gestione simultanea delle due fasi di gioco. «Ci arriveremo», ha assicurato il tecnico, invitando i giocatori a non abbandonare il lavoro avviato.
La crescita, ha aggiunto, comporterà anche altri momenti complicati e risultati negativi. L’allenatore è però convinto che il Venezia disponga delle qualità necessarie per migliorare: «Bisogna solo essere disposti a prendere tante facciate e continuare a lavorare come stiamo facendo». Il prossimo obiettivo sarà rendere stabile, per tutta la durata della partita, l’intensità mostrata nella seconda frazione.
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