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Sport 2 min di lettura7 ore fa

Turchia, Montella sfida i fischi: «Non mi dimetto

Dopo le sconfitte contro Francia e Italia, il commissario tecnico respinge le contestazioni e difende il percorso della nazionale turca.

La panchina di Vincenzo Montella è finita al centro della contestazione dopo il doppio ko della Turchia contro Francia e Italia. A Bursa, i tifosi hanno chiesto l’addio del commissario tecnico, indicato come principale responsabile del momento negativo della nazionale.

Montella, però, non sembra intenzionato a fare un passo indietro. In conferenza stampa ha ribadito la fiducia nel gruppo e nel lavoro svolto, ricordando anche la crescita della squadra negli ultimi anni.


Montella respinge la pressione

«Non ho nessuna intenzione di dimettermi», ha affermato l’allenatore, spiegando di essere rimasto al suo posto anche quando aveva ricevuto offerte importanti. La sua posizione, dunque, non cambia nonostante i fischi e le richieste arrivate dagli spalti durante la partita.

Il tecnico ha anche sottolineato il legame costruito con i giocatori, attribuendo al gruppo il merito del percorso compiuto finora. La Turchia, secondo Montella, ha raggiunto un livello superiore rispetto al recente passato, ma deve ancora abituarsi alle difficoltà delle competizioni più impegnative.


Il salto di livello pesa

Per descrivere la trasformazione della nazionale, Montella ha ricordato che soltanto tre anni fa la Turchia militava in Lega C. In seguito, con lui in panchina, è arrivata la promozione in Lega A attraverso la vittoria della Lega B. Il calendario attuale, con sfide ravvicinate contro avversari di alto livello, rappresenta quindi una prova molto più dura.

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L’allenatore ha ammesso che l’avvio contro l’Italia non è stato adeguato, soprattutto nel primo tempo. A suo giudizio, la squadra non ha gestito bene l’impegno ravvicinato e ha pagato un’abitudine ancora insufficiente a giocare ogni tre giorni. Per questo, ha riconosciuto, le contestazioni iniziali erano comprensibili.


La lezione della sfida all’Italia

Montella ha spiegato di aver messo in guardia i suoi giocatori prima del match, anche alla luce della differenza di valore economico tra le due rose: 840 milioni di euro per l’Italia contro i 417 della Turchia. Il tecnico ha contestato l’idea di una gara semplice, sostenendo che le valutazioni diffuse prima dell’incontro avessero creato aspettative sbagliate.

La reazione turca è arrivata dopo il 3-1, quando la squadra ha mostrato un atteggiamento più convinto. Un gol successivo è stato annullato, ma l’episodio non ha cambiato l’esito della partita. Montella ha quindi invitato a mantenere la calma nell’analisi, pur riconoscendo che la nazionale deve ancora imparare a sostenere con continuità partite di questo livello.

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